Omicron: Zollo(Ceinge), possibile causa di malattia grave

Il virus ha generato mutazioni che i vaccini non coprono

Redazione ANSA

Un'alta capacità sia di contagiare, sia di causare una forma grave di Covid-19: è questo il ritratto della Omicron che comincia a delinearsi secondo i genetisti che stanno studiando l'ultima arrivata fra le varianti del virus SarsCoV2. "E' un problema da valutare con attenzione", osserva il genetista Massimo Zollo, dell'Università Federico II di Napoli e coordinatore della Task force Covid-19 del Ceinge -Biotecnologie avanzate.

"La contagiosità della variante Omicron poteva non essere grave in Africa a causa delle caratteristiche dell'interazione con l'ospite con un genoma adattato a quell'ambiente, ma in Europa - rileva - cominciamo a osservare la sua capacità di contagiare, di generare una malattia grave e di sfuggire ai vaccini".

I dati sulla diffusione sono ancora molto parziali, tanto che le sequenze dei genomi di Omicron ottenute in Italia e depositare nella banca dati internazionale Gisaid sono 15, secondo l'elaborazione fatta dai bioinformatici del Ceinge, con Angelo Boccia: "non credo che questo numero rappresenti la situazione reale". Potrebbero infatti esserci molti casi "nascosti", ossia non portati alla luce per mezzo del sequenziamento. A livello internazionale, prosegue l'esperto, i dati permettono di dire qualcosa in più: per esempio in Sud Africa è vicino al 100% così come in Sierra Leone e Malawi e ancora in Corea del Sud e in Libano. "In Europa prevale la Delta e il più grande focolaio di Omicron si trova in Gran Bretagna".


A fare la differenza tra la Omicron (B.1.1.529) e le varianti che l'hanno preceduta sono le 32 mutazioni presenti sulla proteina Spike, che il virus utilizza per entrare nelle cellule. "Circa un quarto delle 32 mutazioni erano note in quanto presenti anche nella variante Delta e tre quarti sono del tutto nuove", osserva Zollo.

"Una cosa molto importante - rileva il genetista - è che non dobbiamo guardare solo la proteina Spike perché il virus cambia dappertutto nel suo genoma e potrebbe essere spinto a fare nuove mutazioni dalla pressione esercitata dai vaccini, come sembrano indicare i casi di infezione che avvengono nelle persone che hanno avuto due dosi del vaccino".

Mutare in siti del genoma diversi dalla proteina Spike, infatti, per il virus significa poter continuare a entrare nelle cellule umane e ripropagarsi e mutare ancora : "il vaccino ha protetto, ma per superare questa protezione il virus ha generato mutazioni che gli anticorpi non coprono e non è da escludere il ritorno a vecchi concetti di vaccino, come quello che utilizza il virus attenuato: "in questi vaccini viene utilizzato l'intero genoma del virus e questo significherebbe poter avere una copertura anche sulle altre zone del genoma del virus soggette a risposta anticorpale .

Lavorare su vaccini innovativi come quelli a Rna messaggero è stata una ottima scelta, che ha permesso di dare una risposta rapida alla pandemia, ma forse adesso è ora di tornare indietro con vaccini inattivati al calore e/o utilizzare cocktails di varianti, con tecnologie combinate.

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