Grafene e vanadio per batterie green e super efficienti

Ricerca IIT per immagazzinare energia da fonti rinnovabili

Redazione ANSA

Sviluppati degli elettrodi in grafene in grado di aumentare l'efficienza delle batterie 'green': e' il risultato di una collaborazione italiana tra ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), Enel Green Power e la start-up IIT Bedimensional pubblicato su Chemistry of Materials. Il lavoro promette di aumentare fino al 94% l'efficienza delle batterie al flusso di vanadio, tra i piu' promettenti dispositivi impiegati per immagazzinare energia prodotti da fonti rinnovabili.

Negli ultimi anni le batterie al vanadio stanno trovando sempre maggiore attenzione come tecnologia candidata a supportare la transizione massiccia verso l'elettrico e in particolare per l'accumulo di energia prodotta in eccesso da parte dei sistemi rinnovabili, ad esempio di notte. Sistemi di accumulazione efficienti ma allo stesso poco inquinanti sono infatti fondamentali per una reale transizione 'ecologica'.

Per una serie di problematiche, dall'estrazione allo smaltimento, le tecnologie basate sul litio stanno mostrando grossi limiti che potrebbero pero' essere superati sfruttando le proprieta' del vanadio, un elemento molto piu' comune e con lavorazioni sostenibili.

Un importante passo in avanti nel solco della 'sostenibilita' al vanadio' arriva da questa nuova ricerca che dimostra come l'integrazione di grafene negli elettrodi delle batterie al vanadio gia' in commercio puo' far salire l'efficienza energetica dall'80 al 94%. "Questo e' un esempio lampante - sottolinea Francesco Bonaccorso, Direttore Scientifico di BeDimensional e visiting Scientist di Iit - di quanto l'utilizzo dei materiali bidimensionali, come il grafene, possa migliorare significativamente le prestazioni di elettrodi commerciali".

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