Lincei, soldi e continuità per salvare la ricerca

Difendere la sua autonomia. La fuga dei ricercatori è uno sperpero

Leonardo de Cosmo

L'unica strada per salvare il mondo della ricerca italiana e' avere piu' fondi e soprattutto averli con continuita' : e' netta la posizione del presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei, Roberto Antonelli, che oggi ha aperto l'anno accademico richiamando anche l'attenzione sull'importanza della autonomia della ricerca.

Il lungo discorso in difesa della ricerca del presidente dei Lincei e' iniziato dal punto piu' alto della scienza italiana del 2021, il premio Nobel a Giorgio Parisi, nonche' predecessore di Antonelli nel ruolo di presidente dei Lincei: "dovremmo riflettere sulle modalita' con cui e' stato salutato il Nobel in Italia, quasi fosse un miracolo e non la conferma delle tante eccellenze che illustrano il nostro Paese nella ricerca scientifica e che - ha rilevato Antonelli - purtroppo spesso non sono adeguatamente sostenute dal sistema Italia".

In proposito il presidente dei Lincei ha ricordato i recenti riconoscimenti attribuiti a Vincenzo Balzani, con il premio Medvedev, e Paola Bonfante, con il premio Adam Kondorosi. "Sono tutti scienziati che hanno compiuto le loro ricerche e le loro scoperte in Italia, mentre migliaia di giovani talenti sono costretti in questi anni a lavorare all'estero". Sono stati 14.000 i ricercatori persi tra il 2009 e il 2015, mentre l'Italia e' tra gli ultimi in Europa per numero di laureati: la fuga dei ricercatori, ha detto Antonelli, "rappresenta semplicemente uno sperpero".

Per questo, ha osservato, "e' necessario un investimento straordinario e soprattutto continuo per sottrarre la ricerca italiana e l'Italia a un inevitabile declino, malgrado il gran numero di eccellenze che si riesce ancora ad esprimere". Questo si deve, ha proseguito, all'incredibile produttivita' dei ricercatori italiani, che pubblicano mediamente ogni anno un numero di lavori eccellenti sul piano internazionale del 20% maggiore rispetto a un collega tedesco e del 30% a un francese.

Riferendosi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha poi aggiunto "si devono fin da ora programmare finanziamenti e progettazione della ricerca dopo questa fase di abbondanza di risorse. La continuita' degli investimenti e' fondamentale per garantire grandi risultati".

Accanto alle risorse e alla programmazione, la ricerca ha bisogno di autonomia. Antonelli ha rilevato che l'autonomia della ricerca e' stata vitale in momenti bui nella storia e che lo e' anche adesso.
I Lincei, ha aggiunto, ne siano stati sempre custodi l'indipendenza "e' una chiave identitaria, tanto piu' impegnativa e da rivendicare oggi quando la scienza ha conseguito risultati determinanti nella lotta contro il Covid 19", ha detto Antonelli.
"Anche nel caso del Covid 19 - ha aggiunto - abbiamo pero' dovuto constatare come tale autonomia e indipendenza sia necessaria quando ogni grande questione scientifica, perfino la piu' evidente, e' soggetta a contestazioni".
Molta attenzione va pero' posta alla comunicazione e limiti delle proprie competenze perche' "e' necessario evitare di offrire un quadro di riferimento troppo semplificato e talvolta contradditorio, confondendo i metodi e le determinazioni scientifiche con le esigenze dei massmedia", ha detto Antonelli ricordando non solo Covid-19 ma anche le recenti questioni relative al riferimento alla biodinamica nella legge sull'agricoltura biologia e all'assegnazione dei fondi per l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

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