Prime sei strutture in calcestruzzo ad alta durabilità

Due in Italia, grazie al progetto guidato da Politecnico di Milano

Redazione ANSA

I materiali cementizi a elevata durabilità diventano realtà: sei le strutture pilota in scala reale che sono già in ‘opera’ nelle reali condizioni di esercizio strutturale e costantemente monitorate, di cui due in Italia (a Chiusdino, vicino Siena), due in Spagna, una in Irlanda e una a Malta. Dal graticcio per la mitilicoltura al galleggiante per la torre eolica offshore, sono il frutto del progetto ReSHEALience, finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Horizon 2020, coordinato dal Politecnico di Milano e che vede, fra gli altri, una forte sinergia con l’Università Politecnica di Valencia.

Le sei strutture sono state realizzate nella fase di validazione di nuovi compositi cementizi con capacità di autoriparazione strutturale con riferimento allo stadio fessurato, che è il normale stato di servizio di una struttura in calcestruzzo armato. Per fare questo, i ricercatori hanno ‘ingegnerizzato’ la durabilità del calcestruzzo attraverso componenti alla micro e nano scala quali additivi cristallini, nanofibre di allumina, nanofibre e nanocristalli di cellulosa, capaci di potenziare la capacità del materiale di autoripararsi. Si è quindi passati da un concetto di durabilità del materiale intesa come protezione passiva dagli agenti aggressivi esterni a una visione ‘attiva’.

Avviato nel 2018, il progetto ReSHEALience raggruppa tredici partner e tre partner terzi (sei università e istituti di ricerca e dieci partner industriali) di sette Paesi (Italia, Spagna, Germania, Irlanda, Grecia, Malta ed Israele). Sebbene la conclusione del progetto sia prevista per marzo 2022, è già stato raggiunto l’obiettivo di validare il concetto di calcestruzzo a elevata durabilità (Ultra High Durability Concrete), caratterizzato da formulazioni definite sulla base degli scenari di impiego strutturale e realizzate con materiali disponibili a seconda delle diverse realtà locali. Ciò anche al fine di superare le abituali formulazioni proprietarie, per consentirne un’ampia e consapevole diffusione nel mondo delle costruzioni a basso impatto ambientale.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA