Italia terzo importatore Ue di prodotti ittici dalla Scozia

Nel 2020 arrivate nella penisola 6.231 tonnellate di prodotto

Redazione ANSA ROMA

L'Italia è il terzo Paese importatore a livello di Unione europea (quarto su scala globale) di pesce, crostacei, molluschi, invertebrati acquatici e preparati ittici provenienti dalla Scozia. Secondi i dati Hmrc - Her Majesty's Revenue and Customs, nel 2020, la Scozia ha esportato in Italia 6.231 tonnellate di prodotti ittici. Il dato economico emerge in occasione della "Burns Night", serata del 25 gennaio in Scozia in onore del poeta Robert Burns e dell'incontro celebrativo promosso a Roma presso Villa Wolkonsky dall'Ambasciata Britannica in collaborazione con Scottish Development International (agenzia ufficiale del governo scozzese che promuove i rapporti commerciali tra la Scozia e i mercati esteri), per ricordare il poeta morto a luglio del 1797 e per promuovere le eccellenze gastronomiche scozzesi. Cuore dell'evento sarà il menu creato dallo chef Giuseppe Di Iorio (una stella Michelin all'Aroma Restaurant di Roma) con la collaborazione di Dario Pizzetti, resident chef dell'Ambasciata Britannica. Nel menu diverse proposte di salmone, capesante, rane pescatrici e scampi, punta di diamante quest'ultimi della Scozia visto che è la la maggior produzione mondiale di scampi, il 43% del pescato con un export globale pari a 90 milioni di sterline all'anno. Sono onorato - commenta lo chef di poter partecipare a questo evento all'Ambasciata britannica. La Burns Night mi offre la possibilità di impegnarmi nella ricerca di una tradizione culinaria diversa. È stato divertente e affascinante misurarsi con ingredienti nuovi fondendo gusto mediterraneo ad usanze e prodotti ittici scozzesi, dal salmone agli scampi, dalla capasanta alla rana pescatrice".

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