Mostre per il weekend, da Munari e Montessori a Leonor Fini

A Trevi omaggio a Pepi Merisio, a Prato c'è Simone Forti

(di Marzia Apice) PRATO

 Dagli omaggi a Leonor Fini e Pepi Merisio, al confronto tra Munari e Montessori, e poi la riflessione di 65 architette contemporanee sul rapporto tra corpo femminile e spazio: sono alcune delle mostre in programma in questa settimana.
    PRATO - Dal 19 giugno al 29 agosto al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci la prima mostra in un museo italiano dell'artista internazionale Simone Forti, dal titolo "Senza fretta". A cura di Luca Lo Pinto ed Elena Magini, il percorso si configura come un paesaggio, con uno speciale display progettato in stretta collaborazione con l'artista, che illustra l'evoluzione naturale del suo lavoro pionieristico, da sempre fondato sull'esperienza del corpo come mezzo di conoscenza.
    MASNAGO (VA) - Il Castello di Masnago dal 26 giugno all'11 settembre ospita "Giappone: disegno e design | Dai libri illustrati Meiji ai manifesti d'arte contemporanea", rassegna curata da Rossella Menegazzo ed Eleonora Lanza e dedicata alla scoperta dell'arte decorativa giapponese. Nel percorso sono esposti preziosi volumi d'arte giapponese di fine Ottocento e inizio Novecento realizzati con la tecnica silografica e firmati da noti artisti giapponesi, parte di un fondo di libri provenienti dalla Biblioteca civica di Varese, con alcuni prestiti dalla Biblioteca Nazionale Braidense.
    ROMA - "Toccare la bellezza. Maria Montessori Bruno Munari" è la mostra in programma al Palazzo delle Esposizioni dal 22 giugno al 27 febbraio 2022 pensata per rimettere al centro l'importanza del toccare e il suo valore estetico ed educativo attraverso il pensiero e i materiali di Maria Montessori e i progetti e i lavori originali di Bruno Munari. Lungo 5 nuclei tematici (le forme, i materiali, la pelle delle cose, alfabeti e narrazioni tattili, manipolare e interagire), la mostra presenta più di 30 opere originali e lavori editoriali di Munari a dialogo con il modello educativo di Montessori e alcuni oggetti storici prestati per la prima volta dall'Opera Nazionale Montessori di Roma. Alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea dal 21 giugno al 10 ottobre la mostra "Cosmowomen. Places as Constellations", nata da un progetto dell'architetta spagnola Izaskun Chinchilla. Il percorso prende il via da tre sfere monumentali - il Gineceo, l'Onsen e il Parlamento - e riflette sulla cultura comune delle donne e sulla relazione che il corpo sessuato intesse, rispettivamente, con uno spazio intimo, naturale e pubblico presentando in 71 progetti e 283 immagini grafiche e disegni il lavoro di 65 architette, originarie di oltre 20 Paesi. Oltre 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica, fotografia, film d'arte e sperimentali, video, video-performances e installazioni, di cui molte mai esposte prima o non esposte da lungo tempo compongono "Ciao maschio" alla Galleria d'Arte Moderna dal 23 giugno al 14 novembre: l'esposizione racconta l'evoluzione del ruolo e dell'identità dell'uomo dalla fine dell'800 a oggi, mettendo in luce le problematiche e i contrasti interni alla costruzione "plurale" dell'arte relativa alla figura maschile.
    MASSA (MS) - "Carta bianca. Una nuova storia" a cura di Valentina Ciarallo è la mostra allestita al Museo Gigi Guadagnucci dal 25 giugno al 29 agosto, nata dal progetto ideato in occasione del White Issue Vogue Italia dell'aprile 2020, quando la nota rivista uscì con una copertina bianca, in segno di sconcerto per la pandemia: esposte al pubblico 49 copertine realizzate da altrettanti artisti italiani, in un racconto collettivo animato da linguaggi, tecniche e materiali differenti, dalla pittura al ricamo, dalla fotografia alla ceramica, dal collage alla customizzazione con A.I. Tra i temi toccati l'ambientalismo, i diritti civili, l'europeismo.
    TRIESTE - Al Polo museale del Magazzino 26 in Porto Vecchio è allestita "Leonor Fini. Memorie triestine" dal 26 giugno al 22 agosto: in un percorso multimediale, tra pittura, luce, musica e percezione olfattiva per un totale di 250 pezzi esposti, la mostra rilegge a 25 anni dalla morte l'opera della pittrice surrealista, che fu anche costumista, scenografa, incisore, illustratrice e scrittrice di fama e frequentazioni internazionali, ripercorrendo gli anni fondamentali della sua formazione a Trieste, città d'origine della madre.
    TREVI (PG) - Villa Fabri dal 24 giugno al 3 ottobre ospita nei propri spazi "Pepi Merisio. Gioco!", a cura di Flavio Arensi, prima esposizione a pochi mesi dalla scomparsa del celebre fotografo. Composto da 50 fotografie in bianco e nero e a colori di varie dimensioni, il percorso indaga il tema del gioco nella quotidianità in lavori realizzati da Pepi Merisio dagli anni '50 agli anni '80. (ANSA).
   

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