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Crac Coopertone, assolto a Bologna da bancarotta e peculato

La sentenza per Savigni, era presidente di Omnicoop

Il tribunale collegiale di Bologna ha assolto Cesare Savigni, all'epoca dei fatti legale rappresentante di Omnicoop, dalle accuse di bancarotta fraudolenta e peculato legate al crac di Coopertone, cooperativa che curava vari servizi per Atc e, ex azienda di trasporti pubblici bolognese poi divenuta Tper. Savigni era a giudizio - in quanto considerato dalla Procura per un periodo amministratore di fatto di Coopertone - in un filone si era separato da quello principale, per motivi processuali: per lui il pm Nicola Scalabrini ha chiesto due anni e sei mesi, per la bancarotta, mentre ha chiesto di assolverlo dal peculato. Il tribunale lo ha assolto da tutto.
    "Siamo soddisfatti - ha commentato il suo difensore, l'avvocato Antonio Petroncini dello studio Rinaldi-Petroncini - di essere finalmente riusciti a mettere un punto fermo, acclarando qualsiasi estraneità da un comportamento criminoso e ribadendo che la sua condotta è stata limpida e ineccepibile.
    Sono passati quasi dieci anni, ma meglio tardi che mai".
    L'accusa di bancarotta riguardava episodi legati al fallimento di Coopertone nel 2014, mentre il peculato era riferito alla presunta appropriazione delle somme dei parcometri della sosta, per circa 1,9 milioni e altri 800mila euro derivati dallo svuotamento delle macchinette per i biglietti a bordo dei bus e a terra. Denaro che sarebbe stato incamerato e non versato ad Atc, tra febbraio e dicembre 2013. All'epoca c'era stato un sequestro preventivo, poi annullato dal Riesame. Tper era costituita parte civile con l'avvocato Pietro Giampaolo. (ANSA).
   

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