Zedda, serve una concreta politica Ue per le isole

Sardegna in prima linea nel chiedere interventi europei

Redazione ANSA BRUXELLES
(ANSA) - BRUXELLES, 12 OTT - "Il nostro auspicio è che fin da oggi si possano gettare le basi per una solida politica europea per le isole, che aiuti nel concreto a superare gli svantaggi derivanti dalla discontinuità territoriale". Lo ha detto la vicepresidente della Regione Sardegna, Alessandra Zedda, intervenendo oggi a Bruxelles, in rappresentanza del Presidente Christian Solinas, alla Conferenza politica sui 20 Anni di politiche UE nelle regioni insulari svoltasi in occasione del ventennale della settimana Europea delle Regioni e delle città in corso presso il Comitato europeo delle Regioni (CoR).

La Regione Sardegna, tramite l'Ufficio di Bruxelles, è promotrice dell'evento nonché capofila, per il quinto anno consecutivo, del Partenariato delle Regioni insulari periferiche del Mediterraneo di cui fanno parte anche le Regioni Baleari, Corsica, Creta, Gozo e Isole Ionie.

"L'attuale versione dei trattati risale al 2007 ed è entrata in vigore il primo dicembre 2009. Uno degli elementi di novità del Trattato di Lisbona riguardava l'introduzione di disposizioni specifiche a tutela di una serie di territori su cui gravano condizioni di svantaggio strutturale permanente, tra cui le isole. Le isole, tuttavia, sono state inserite in una disposizione residuale che le accomuna a un'ampia ed eterogenea categoria di territori. Non solo, la norma in questione non ha dato vita a una produzione legislativa europea che tenesse conto delle specificità territoriali, come era lecito aspettarsi.

Sotto questo punto di vista la riforma del 2007 è stata un passo in avanti, ma anche un'occasione persa. In due diverse occasioni, nel 2016 e da ultimo quest'anno, il Parlamento europeo - e colgo qui l'occasione per ringraziare pubblicamente l'onorevole Omarjee per l'importante lavoro svolto a favore della risoluzione adottata dall'assemblea di Strasburgo lo scorso giugno - ha adottato due diverse risoluzioni che denunciano quanto i principi di coesione territoriale, sanciti nel Trattato, necessitino tutt'oggi di una piena attuazione".

"La sfida della coesione territoriale - ha detto la vicepresidente - non è stata ancora vinta. Noi tutti auspichiamo che, ben prima che intervenga la prossima riforma dei Trattati, il riferimento alle regioni insulari sia più nitido e incisivo rispetto alla formulazione attuale, e che fin da ora si gettino le basi per una vera e propria politica europea per le isole".

La questione insulare riguarda oltre 20 milioni di cittadini europei, pari a poco meno del 5% della popolazione dell'Ue, appartenenti a 13 Stati membri, dal Mediterraneo, al mar Baltico e al mare del Nord. Parlare di oltre 20 milioni di cittadini, per Zedda, "è come parlare di uno Stato di medie dimensioni", ma "il recente rapporto sulla Coesione, pubblicato dalla Commissione europea, non ha menzionato i territori insulari.

Altrettanto si può dire della relazione finale della Conferenza sul futuro dell'Europa.

La vicepresidente ha quindi annunciato la firma, a margine dell'incontro odierno, di una dichiarazione politica per chiedere alle principali istituzioni europee che adottino un focus specifico sulle realtà insulari al fine di "far germogliare politiche europee calibrate sulle criticità delle isole, che, non essendo comuni ad altri territori, necessitano di disposizioni specifiche che ne garantiscano la sopravvivenza economica e demografica". (ANSA).

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