Digitale: Forum ANSA, Italia non sprechi un'occasione unica

Gli investimenti previsti (50 miliardi) devono colmare i divari

Redazione ANSA

BRUXELLES - La coesione digitale è ancora un miraggio in molte aree remote e il rischio è che i 50 miliardi del Pnrr italiano destinati alla digitalizzazione non vadano dove più servono. È quanto emerso dal Forum web dell'ANSA sulle politiche regionali Ue e le sfide della trasformazione ecologica e digitale.

 

"C'è ancora molto da fare da qui al 2050 per rendere i cittadini europei uguali tra Stati membri e all'interno" degli stessi paesi, anche per quanto riguarda le infrastrutture e le competenze digitali, ha detto Gaetano Armao (Ppe), vicepresidente della Regione Siciliana e relatore sulla coesione digitale presso il Comitato europeo delle regioni. Le isole e in particolare la Sicilia, ha detto Armao, sono un esempio di "South working" dove le persone scelgono di lavorare lontano dagli uffici e in luoghi abitualmente turistici, il che "è un motore che spinge verso la coesione digitale".

Allo stesso modo, Simona Neri (Pd), sindaca di Laterina-Pergine Valdarno e membro del programma per i giovani politici del Comitato europeo delle Regioni, ha sottolineato che nelle aree remote di campagna stanno arrivando sempre più lavoratori in smart working. Ma la digitalizzazione, secondo Neri, serve alle stesse amministrazioni per non restare escluse dai fondi europei, "che rappresentano una grande svolta ma abbiamo difficoltà a gestire da soli" e perciò occorre un ente intermedio.

Dal canto suo l'eurodeputato Brando Benifei (Pd), co-relatore per il Parlamento europeo per le nuove regole sull'Intelligenza artificiale, ha insistito: "accelerare la messa in campo del Pnrr rispetto ai temi digitali è fondamentale". "I problemi non nascono con la pandemia, sono strutturali e non bisogna tornare all'Italia di prima ma costruirne una migliore", ha concluso Benifei.

Andrea Mancini, della direzione affari regionali della Commissione Ue ha poi spiegato che i fondi strutturali, e in particolare quelli del Fondo per lo sviluppo regionale (Fesr), devono essere utilizzati proprio per ridurre il divario tra le grandi aree urbane e le località più decentrate. "Le grandi reti infrastrutturali - ha detto - saranno finanziate con i soldi del Pnrr, mentre i fondi europei devono servire per l'ultimo miglio sul territorio. C'è quindi bisogno di un forte coordinamento tra livello nazionale e locale".

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