Taddeo(Airtime), su digitale ampi ritardi Italia, preoccupa P.a.

Ceo,Pnrr boa salvataggio; non sfruttare risorse sarebbe suicidio

Redazione ANSA MILANO

Sul fronte della digitalizzazione in Italia "la pandemia ha accelerato un processo già in corso ma i ritardi sono ancora molto ampi. Il Pnrr può essere una boa di salvataggio". E' quanto sostiene il ceo di Airtime Partecipazioni, Orlando Taddeo, sottolineando che "il ritardo riguarda le imprese ma, soprattutto, la pubblica amministrazione dove i progressi fatti finora sono ancora di facciata, non avendo portato significativi vantaggi ai cittadini". Il piano nazionale di ripresa e resilienza "destina quasi 50 miliardi di euro in progetti legati al digitale e sarebbe un suicidio economico non riuscire a utilizzarli interamente.

La mancanza di strategie di lungo periodo negli ultimi anni ha rappresentato un fardello enorme che ci portiamo ancora addosso e che frena le prospettive di crescita potenziale del nostro Paese", afferma Taddeo, nel presentare il focus su "Digitalizzazione e Pubblica amministrazione in Italia" elaborato dall'Osservatorio sulla digitalizzazione di Mexedia, la nuova divisione di Airtime (tech company quotata in Francia sul listino Euronext Growth Paris). "I dati mostrano come introdurre tecnologie digitali consente di migliorare le performance aziendali rispetto a chi non è digitalizzato: +28% gli utili, +18% i profitti, + 18% il valore aggiunto", spiega il ceo. Ma considerando l'indice Desi della Commissione Ue sul livello di digitalizzazione degli Stati membri, "l'Italia mostra un significativo ritardo, occupando il 20esimo posto su 27".

In particolare, "l'aspetto molto preoccupante è proprio il ritardo della pubblica amministrazione.- secondo Taddeo -. Molti dei siti della PA sono semplici vetrine, che non sono utili al cittadino e non sostituiscono lo sportello fisico e la carta. Inoltre, per quanto riguarda l'erogazione dei servizi all'utenza tramite canali online e strumenti di pagamento utilizzati, vi sono ancora ampi margini di miglioramento". Secondo la Commissione europea, aggiunge, "tre fattori hanno inciso maggiormente su questo ritardo: il capitale umano, la connettività e la diffusione dei servizi pubblici digitali. Capire le principali ragioni che spiegano il ritardo italiano è cruciale perché queste ci offrono indicazioni sulla strada da seguire per modernizzare il Paese e renderlo più competitivo, al pari con i Paesi più avanzati, in un contesto europeo e globale che sta velocemente cambiando". (ANSA).

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