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Legalità: Maria Falcone, più impegno scuola per diffonderla

Incontro a Caserta.'Rispettando regole più lavoro, Sud migliore'

19 dicembre, 15:33

(ANSA) - CASERTA, 19 DIC - "La scuola deve impegnarsi di più nell'inculcare negli studenti il valore della legalità, nel far capire loro che solo rispettando le regole potranno trovare un lavoro e rendere le Regioni del Sud un posto bello in cui vivere". Così Maria Falcone, sorella del giudice antimafia Giovanni Falcone ucciso nel maggio del 1992, ai ragazzi del Liceo Manzoni di Caserta, diretto da Adele Vairo, dove si è tenuto l'evento conclusivo del progetto "Caserta - Palermo: viaggio di andate e ritorno, sul sentiero della legalità".
Il progetto rientra nel più ampio "Piano nazionale per la cittadinanza attiva e l'educazione alla legalità" che il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, ha inteso promuovere con la collaborazione della Fondazione Falcone. "Quando nel 1993, poco dopo la morte di Giovanni, iniziai il mio giro per le scuole e i territori per parlare della sua esperienza di vita chiesi ad uno studente 'per te il boss cos'è?', e lui mi rispose che 'il boss è bello perché fa guadagnare'. Ecco, fin quando non sradicheremo questa mentalità, e per farlo servono una buona scuola ed uno Stato efficiente che non faccia solo repressione, le organizzazioni mafiose non saranno sconfitte e continueranno a danneggiare anche l'economia annullando la libera concorrenza. Un'indagine di qualche anno fa dimostrò che senza le mafie le Regioni meridionali avrebbero avuto uno sviluppo economico maggiore del resto d'Italia". Per il magistrato di Cassazione Raffaello Magi, noto per essere stato il giudice estensore della sentenza di primo grado del maxi-processo al clan dei Casalesi "Spartacus" (inflisse a capi e gregari dei gruppi camorristici 95 condanne di cui 21 ergastoli, ndr), "la lotta alle mafie è in una fase critica perché ai buoni risultati raggiunti sul piano giudiziario non è corrisposto un miglioramento sotto i profili sociale e culturale. Lo vediamo a Napoli dove tanti giovani ragazzi vengono reclutati dai clan, la cui struttura non è stata smantellata. Nel Casertano la camorra viaggia sotto traccia, ma quegli intrecci di interessi a tutti i livelli affermatisi nel periodo in cui i clan erano egemoni sul territorio ancora permangono. In questa fase - prosegue Magi - serve anche una maggiore consapevolezza della magistratura, delle DDA che lavorano sul territorio, che devono sforzarsi nell'analizzare il fenomeno mafioso anche da un punto di vista storico, perché solo conoscendo quei legami che connotano la cosiddetta area grigia si potrà minare il potere dei clan. Serve però anche un impegno maggiore dello Stato che deve dotare di risorse adeguate gli uffici giudiziari. Penso al Tribunale di Napoli Nord, la cui istituzione (2013, ndr) ha rappresentato una scommessa ambiziosa anche perché abbraccia un territorio a cavallo tra le province di Napoli e Caserta tra i più degradati, in cui manca giustizia sociale. Di certo la struttura va potenziata" conclude Magi.
Durante l'evento è stato presentato il cortometraggio realizzato dagli studenti del Manzoni "Donna, donna, donna", i cui si parla dei tre tipi di donne dei clan, "quelle d'onore, quelle devote e quelle ribelli". All'iniziativa, coordinata dal dirigente Vairo, erano presenti anche Luca Abete, inviato di "Striscia la Notizia", e il sindaco di Caserta Carlo Marino.(ANSA).

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