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Scuola: in ospedale e carcere, le cattedre dei superprof

Al Miur Fedeli premia vincitori del Premio Nazionale Insegnanti

20 marzo, 12:50
(ANSA) - ROMA, 20 MAR - La scuola nella quale insegna è decisamente speciale: si tratta della secondaria di secondo grado della sezione ospedaliera degli Spedali Civili di Brescia.

"Solo quando durante una lezione in una stanza di degenza lo studente non si accorge di quanto tempo è passato, riesce ad allontanarsi dal sé malato, si sente 'bene', solo allora un docente può sentirsi soddisfatto". A parlare è Annamaria Berenzi, prima classificata del Premio nazionale insegnanti. Il riconoscimento le è stato consegnato nella sede del Miur, dalla ministra Fedeli affiancata da un'assistente particolare: Alessia, una ex allieva che ha avuto per "Anna", come confidenzialmente chiama la sua prof, parole di affetto e stima che rappresentano la vera vittoria. Assieme alla docente di matematica bresciana, sono stati premiati altre due donne e due uomini. Tutti uniti da un filo rosso: aver saputo fare scuola oltre la scuola. Daniela Ferrarello che insegna matematica nella sede carceraria dell'Istituto alberghiero Karol Wojtyla di Catania, ma è impegnata anche nella ricerca sulla didattica della matematica. Consolata Maria Franco con una cattedra nell'Istituto penale minorile di Nisida, a Napoli, dove ha sperimentato percorsi linguistici e di educazione alla legalità innovativi. Dario Gasparo, docente di Scienze presso l'Istituto comprensivo Valmaura di Trieste: ha realizzato e documentato sperimentazioni di insegnamento della matematica mediante l'uso del corpo. E Antonio Silvagni la cui passione per l'insegnamento non è stata fermata neppure da un glaucoma agli occhi: insegna latino e materie letterarie all'Istituto di istruzione superiore Leonardo Da Vinci di Arzignano. Alla finalista andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il denaro sarà assegnato direttamente alle scuole dei vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati da loro. Progetti che sono sogni nel cassetto da tempo. Annamaria Berenzi potrà finalmente trasformare in realtà il suo: farà partire "In viaggio per guarire", una campagna itinerante in cui i suoi ragazzi, quelli attualmente in cura e quelli già guariti, saranno testimonial nella sensibilizzazione.

Gli altri colleghi dovranno aspettare la prossima occasione per acquistare computer e Lim, realizzare un "romanzo di racconti", creare dei banchi-laboratorio per gli alunni con difficoltà di concentrazione, estendere il modello delle flipped classroom.

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