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Mattarella, ogni giovane è patrimonio su cui società investe

Lettera detenute-mamme al capo dello Stato a Milano

04 aprile, 17:45
(ANSA) - MILANO, 4 APR - "Ciascun giovane è un patrimonio su cui la società investe. E quando un giovane non riesce ad esprimersi è una sconfitta per tutti": il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha detto durante la sua visita al centro polifunzionale di Comunità Nuova dove erano presenti alcuni dei ragazzi del carcere minorile Beccaria, parte di quelli della compagnia di teatro e parte di quelli del laboratorio di pasticceria 'belli dentro' che gli hanno regalato una colomba.

"Quando prende una strada positiva - ha aggiunto - è un successo per tutti". Ed è questa una delle ragioni per cui ha definito "encomiabile" il lavoro per la formazione e l'avviamento al lavoro della comunità fondata da don Gino Rigoldi, lo storico cappellano del Beccaria, perché "insegnare la capacità di lavoro significa farli realizzare, farli inserire nella società da protagonisti". Fuori lasciamo altri figli e altre vite, altre storie che spesso ci preoccupano, ma almeno qui sappiamo che possiamo prenderci cura dei nostri bambini più piccoli. Li vediamo crescere sereni e noi con loro siamo più tranquille": è questo il passaggio più significativo della lettera di 8 mamme-detenute consegnata oggi al presidente delle Repubblica, Sergio Mattarella. La prima carica dello Stato ha infatti incontrato le donne all'Icam, istituto di custodia attenuata per donne che hanno figli dai 3 ai 6 anni, nella palazzina di via Melloni, a poche centinaia di metri dal centro di Milano. "Siamo 8 detenute, straniere e italiane, giovani e meno giovani, con pene lunghe e pene brevi ma tutte accomunate da un unico destino: essere mamme che scontano insieme la propria condanna - scrivono le recluse -. Viviamo il tempo che ci manca per chiudere il nostro debito con la società impegnandoci perché il futuro riservi ai nostri figli maggiori speranze e più opportunità.

Lavoriamo studiamo, cuciniamo e spesso ci raccontiamo storie della nostra vita per sentirci più vive e solidali". "Dobbiamo molto a Lei, signor Presidente - concludono - e a coloro che rendono possibile tutto questo. Dal profondo del cuore Le diciamo che speriamo solo che altre mamme detenute possano avere questa opportunità".

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