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Mafia: Mattiello (Pd) il 2016 lascia domande senza risposta

"Non so perchè latitanze spudorate nè perchè Denaro libero"

30 dicembre, 16:22
(ANSA) - ROMA, 30 DIC - "Non so perché il Governo italiano non abbia posto fine alle latitanze spudorate di Matacena, Speziali, Nucera, Imperiale, Landi, latitanze alla luce del sole, che offendono il lavoro serio di investigatori e magistrati e feriscono le persone per bene. Non so perché la Procura di Palermo da un lato prepari il ricorso contro l'assoluzione di Mannino e dall'altro chieda l'archiviazione per i delitti Agostino e Castelluccio, benchè a sostegno dell'accusa ci siano molteplici dichiarazioni di collaboratori, ritenuti credibili almeno quanto quelli che hanno parlato di Mannino".

Comincia con queste parole una lettera aperta del deputato Pd Davide Mattiello, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia, che pone alcuni interrogativi su una serie di temi. "Non so perché Matteo Messina Denaro sia ancora libero, nonostante tutta la terra bruciata dalla quale è circondato, grazie al lavoro incessante coordinato dalla dottoressa Principato. Ma so che nomine, trasferimenti e assegnazioni sapienti hanno disperso un patrimonio di memoria scomoda costruito da investigatori mordaci e marginalizzato l'apporto di magistrati competenti", prosegue il deputato. "Non so se il giornalista Pino Maniaci sia un delinquente o quello che con la sua Telejato ha avuto il coraggio di puntare il dito contro colletti bianchi che si comportano da mafiosi - continua - Non so perché a Totò Cuffaro, condannato per aver passato informazioni segrete a Cosa Nostra, nessun Tribunale tocchi l'ingente patrimonio: eppure la confisca in questi casi dovrebbe essere obbligatoria". "Non so perché a Luigi Gallo, imprenditore casertano che ha denunciato il sistema riferito ai Cosentino, rischi oggi di fallire,schiacciato dalle pretese di Anas", scrive tra l'altro Mattiello. "Non so perché per arrivare negli uffici della DDA di Reggio Calabria si debba passare per i bagni del Centro direzionale e il nuovo Palazzo di Giustizia nella migliore delle ipotesi sarà inaugurato nel 2018". "Non so perché nessuna grande testata giornalistica apra redazioni adeguate a Reggio Calabria, contribuendo di fatto alla vulnerabilità di certi giornalisti".

"So però che avremo un anno nuovo di zecca per continuare a cercare tutte le risposte", conclude il deputato.(ANSA).

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