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Mafia: Gdf, in Italia sequestrati 15 mila beni nel 2015

Dati in convegno a Venezia con Procuratore Franco Roberti

29 novembre, 12:55
(ANSA) - VENEZIA, 29 NOV - Il contrasto patrimoniale alle mafie ha portato nel solo 2015 la Guardia di Finanza a ricevere 19 mila deleghe di sequestro, di cui 15 mila messe in atto. Il dato è stato reso noto oggi a Venezia nel corso di un convegno organizzato dalle fiamme gialle. Tra i presenti il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti, il direttore nazionale dell'agenzia che gestisce i sequestri Umberto Postiglione e i vertici della Guardia di finanza.

Secondo i dati, sono stati svolti 3 mila accertamenti economico-patrimoniali, conclusi entro l'anno, a carico di condannati e presunti appartenenti ad associazioni mafiose e soggetti economicamente e socialmente pericolosi e ai loro prestanome, che hanno riguardato complessivamente 9.200 persone fisiche e 2.200 fra aziende e società. Sono stati eseguiti provvedimenti di sequestro di beni mobili e immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 3 miliardi di euro.

"La gestione dei beni sequestrati potrà presto avere una gestione più efficace e spedita grazie a un provvedimento legislativo al vaglio del Parlamento", ha detto Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo "Il provvedimento nasce dalla consapevolezza generale - ha rilevato - che l'uso pubblico dei beni confiscati è il punto terminale di una strategia di aggressione ai patrimoni illeciti che comincia con il sequestro da parte dei Tribunali e finisce con l'assegnazione ad uso pubblico di questi beni". "Avere una legge che consenta all'Agenzia nazionale per i beni sequestrati alle mafie di gestirli in maniera più efficiente - ha spiegato Roberti - sarà un traguardo importante". "Mi auguro che la legge arrivi quanto prima - ha sottolineato - dopo un lungo periodo di stasi in Parlamento con interventi modificativi ed audizioni e mi auguro che si sia al punto di arrivo". "Nonostante le difficoltà dovute al fatto di avere nell'Agenzia una struttura esile - ha rilevato infine Roberti - risultati sono comunque stati conseguiti, si è fatto moltissimo e il problema sono i tempi dell'accertamento giudiziario che generano poi problematiche gestionali".

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