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Mafia:a Mestre mostra Ansa-Miur 'eredità Falcone-Borsellino'

Pg Venezia,lasciato cose straordinarie che ci rendono più liberi

05 dicembre, 15:47
(ANSA) - VENEZIA, 5 DIC - Non bisogna fare "il grande sbaglio" di ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino solo per la loro tragica morte per mano della mafia, con le stragi del 1992, ma serve ricordarli per quello che hanno fatto per decenni come magistrati nella lotta a Cosa Nostra "lasciandoci cose straordinarie che ci consentono di essere molto più liberi nel nostro futuro". E' carico di commozione il ricordo dei due giudici fatto dal procuratore generale di Venezia, Antonino Condorelli, in un'aula magna piena di studenti, in occasione dell'inaugurazione della mostra fotografica itinerante "L'eredita di Falcone e Borsellino", progetto congiunto tra ANSA e la Direzione Generale dello studente, l'integrazione e la partecipazione del Miur, nel Liceo "Giordano Bruno", a Mestre.

Un incontro aperto dall'inno di Mameli eseguito da due studenti, al quale hanno preso parte il Prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, il Questore Angelo Sanna, il comandante provinciale dei Carabinieri, col. Claudio Lunardo, il col.

Gianluca Campana, comandante del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Venezia, e l'assessore comunale alla sicurezza Giorgio D'Este, oltre ai presidi del "Bruno' e dell'Istituto "Algarotti", Roberto Gaudio e Concetta Franco.

Condorelli, che ha espresso un forte apprezzamento per l'iniziativa tesa a portare la cultura della legalità verso i giovani, ha puntato l'attenzione sul valore della dignità umana e sulle novità introdotte da Falcone e Borsellino sul piano della lotta alla criminalità organizzata, specie nella capacità di collegare elementi apparentemente lontani tra loro, di svolgere un lavoro investigativo "di squadra", nella ricostruzione dei flussi finanziari in mano a Cosa Nostra.

Aspetti evidenziati, come elementi di eredità, anche dai rappresentanti delle forze dell'ordine. Cuttaia ha puntato l'attenzione sul rischio infiltrazioni della criminalità organizzata in aree che apparentemente sembrano esenti dal fenomeno criminoso. "Non è un rischio - ha detto - localizzabile solo in certe aree geografiche. Questo ci deve indurre a essere vigili. Lo strumento principale nell'opera di prevenzione è affermare la cultura della legalità". L'impegno poi a favore della dignità della persona è un'altra arma fondamentale per far indietreggiare quella che ha definito "una marea nera".

Gli studenti dell'Algarotti hanno poi accompagnato gli ospiti e gli studenti nell'illustrazione dei 26 pannelli e della foto che compongono la mostra , pensata proprio "con lo scopo di sensibilizzare i giovani sull'opera e l'alto impegno civile dei magistrati Falcone e Borsellino, nel tentativo di trasferire agli studenti i valori della legalità e della lotta alla criminalità organizzata". La mostra, che tocca tutti i capoluoghi di Regione, concluderà il suo percorso il 23 maggio 2017, 25/mo anniversario della strage di Capaci. (ANSA).

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