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Welfare: 83% giovani vorrebbe sentirsi utile a comunità

Studio istituto Toniolo. Valore più elevato del resto dell'Ue

31 dicembre, 13:19

(ANSA) - ROMA, 31 DIC - I ragazzi italiani si distinguono dagli altri giovani dei Paesi europei per il desiderio di essere parte attiva nel promuovere il bene della propria comunità: il valore più elevato, infatti, è quello che si registra in Italia (83,4%), seguita dalla Spagna (circa 81%), mentre si scende sotto il 70% in Gran Bretagna, Francia e Germania.
Sono questi alcuni dei dati emersi dal focus sulla partecipazione sociale e politica realizzato dall'Osservatorio giovani dell'Istituto G. Toniolo assieme all'Agenzia Nazionale Giovani. I dati derivano da due indagini rappresentative dei giovani tra i 18 e i 34 anni. La prima è stata condotta a inizio ottobre 2016 su un campione di oltre 6 mila giovani italiani. La seconda è stata condotta a metà luglio 2016 sui sei paesi dell'Unione europea più popolosi, inclusa la Gran Bretagna appena uscita (gli altri sono: Italia, Francia, Germania, Spagna e Polonia), su un campione di circa 1000 giovani in ciascun paese.
I ragazzi italiani, dunque, presentano un grande desiderio di essere soggetti attivi nei processi di cambiamento e miglioramento del territorio in cui vivono. Le nuove generazioni nel nostro paese trovano maggiori ostacoli nell'entrata piena nel mondo del lavoro, nella realizzazione dei propri progetti di vita, ma anche nel coinvolgimento nell'impegno sociale rispetto ai coetanei degli altri paesi avanzati. Eppure il loro desiderio di essere partecipativi e di contare è alto. Rischiano quindi non solo di essere una generazione sottoutilizzata rispetto alle potenzialità che può esprimere nel miglioramento sociale del paese.
Dal focus emerge anche che il 74,2% dei giovani tra i 18 e i 34 anni in Italia si dichiara disposto a svolgere attività di volontariato. Rispetto ai coetanei degli altri paesi europei è più marcata la disponibilità a mettere a disposizione il proprio tempo per svolgere attività di solidarietà (69,5% Spagna; 61,3 Regno Unito; 60,7% Polonia; 57,5% Francia; 56% Germania).(ANSA).

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