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Beni confiscati: riforma ferma da oltre un anno

Approvata alla Camera, è in Commissione Giustizia al Senato

19 dicembre, 14:02
(ANSA) - ROMA, 19 DIC - La riforma del Codice Antimafia, approvata dalla Camera l'11 dicembre 2015, in 30 articoli ridisegna tutta la complessa materia delle misure di prevenzione. Il provvedimento - al momento in Commissione Giustizia al Senato - deriva dalla proposta di legge di iniziativa popolare per la quale grandi organizzazioni sociali come la Cgil, Avviso Pubblico, Arci, Libera, Acli, Lega Coop, Sos Impresa, Centro studi Pio La Torre raccolsero centinaia di migliaia di firme ed è stata integrata dal lavoro fatto nel frattempo dalla Commissione parlamentare antimafia. Con la riforma l' Agenzia per i beni sequestrati ne esce rafforzata, con sede centrale a Roma e un direttore (non per forza un prefetto) che si occuperà dell'amministrazione dei beni dopo la confisca di secondo grado. Norme stringenti sono previste per gli amministratori giudiziari, che non potranno avere più di tre incarichi e non potranno essere parenti fino al quarto grado, ma neppure conviventi o "commensali abituali" del magistrato che conferisce l'incarico. Sequestri e confische sono previsti anche a chi favorisce i latitanti, commette reati contro la Pa o si macchi del delitto di caporalato mentre si istituisce un Fondo di garanzia per sostenere le aziende sequestrate già finanziato.

La norma che alla Camera ha provocato scintille in Aula è stata quella che consente ai dipendenti di Invitalia di essere nominati amministratori giudiziari di beni. Protestò veementemente il M5s ma anche la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi espresse "qualche personale perplessità" invitando "ad una sorta di sperimentazione sotto la vigilanza del Governo e della Commissione antimafia". Ma per relatore e presidente della Commissione Giustizia Donatella Ferranti Pd, "è solo una opportunità in piu', tra l'altro gratis perchè gli amministratori li pagherà Invitalia, in quanto dipendenti". "Nel mio intervento in occasione del voto di fiducia in Senato ho chiesto che venga completato ciò che è già in stato avanzato in Parlamento: in particolare, penso al riordino del settore del gioco d'azzardo e alla riforma del Codice Antimafia. Mi auguro si faccia al più presto", dice il senatore del pd Franco Mirabelli, capogruppo del partito in Commissione parlamentare antimafia. (ANSA).

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