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Morici, il Giorno della Memoria e l'impegno di ogni giorno

Parla il magistrato del primo sequestro a mafiosi

21 marzo, 20:35

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - "IL 20 marzo a Locri resterà impresso nella memoria dei giusti come il riconoscimento per una battaglia coerente con i principi posti a base della Costituzione. La ndrangheta ha reagito con messaggi al tempo stesso vigliacchi e rituali". Lo afferma Ernesto Morici, magistrato messinese, in pensione da cinque anni, Morici nel corso della sua carriera tra la Sicilia, la Calabria e la Toscana, si e' a lungo occupato di criminalità organizzata, di reati contro la Pubblica amministrazione, di due maxiprocessi alla 'ndrangheta (ai clan Piromalli e Pesce) ed è stato il primo in Italia ad applicare la legge sul sequestro dei beni ad imputati per mafia, la Rognoni-La Torre, che nel 1982 introdusse per la prima volta nel codice penale la previsione del reato di "associazione di tipo mafioso" (art. 416 bis) e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili all'accumulazione illecita di capitali.

"I mafiosi locali, nascosti dietro l'anonimato delle scritte sui muri , superiori agli onesti solo per la ferocia ed il disonore, hanno voluto ricordare che Don Ciotti, Libera e il 21 marzo passano e che il controllo del territorio lo hanno loro. Il richiamo alla figura dello sbirro vuole manifestare il rituale disprezzo nei confronti di ciò che è riconducibile all'ordinamento dello Stato", osserva il magistrato.

"Dopo la visita del Presidente Mattarella e prima del 21 marzo i mafiosi hanno lanciato un messaggio per intimidire la popolazione calabrese, un messaggio che però è al tempo stesso manifestazione di preoccupazione per l'offensiva della antimafia sociale".

"Certamente non si farà intimidire don Ciotti e non si faranno intimidire i giovani che saranno presenti a Locri il 21 marzo e tutti coloro che nel paese, e ora anche all'estero, ricorderanno le vittime delle mafie e rinnoveranno l'impegno per una lotta che non sia di un solo giorno. Il buio e il disonore offerti dalla mafia saranno sconfitti dalla consapevole, composta e gioiosa serenità che le donne e gli uomini e soprattutto i giovani di Libera sapranno trasmettere e condividere domani con le donne, gli uomini e soprattutto i giovani di Locri. La politica e la Pubblica Amministrazione, l'antimafia istituzionale e l'antimafia sociale siano presenti il 21 marzo per il giorno della memoria e tutti i giorni dell'anno per assicurare il perseguimento dei valori di giustizia e libertà su tutto il territorio nazionale", conclude Morici.

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