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A Palermo gara amicizia con studenti stranieri

Mondiali Orienteering. Ministro Fedeli, messaggio importante

25 aprile, 19:11

 - PALERMO - Una gioiosa e colorata invasione di studentesse e studenti provenienti da tutto il mondo accomunati dalla passione per lo sport. Il centro di Palermo ha vissuto un pomeriggio di festa con lo svolgimento della "Gara dell'amicizia", la competizione sportiva con oltre 800 ragazze e ragazzi di 27 nazioni impegnati nei mondiali studenteschi di Orienteering, in svolgimento fino al 27 aprile nel capoluogo siciliano.

L'Orienteering è nato alla fine dell'Ottocento nei Paesi scandinavi e in questi anni si sta diffondendo in tutto il mondo. È una disciplina sportiva che si basa sull'abilità di orientamento con cartina e bussola in un terreno sconosciuto. I mondiali di Palermo sono organizzati dal ministero dell'Istruzione e dall'International School Sport Federation, con il supporto dell'ufficio scolastico regionale della Sicilia.

"L'Orienteering porta con sé un messaggio particolarmente importante per le nostre ragazze e i nostri ragazzi: nelle gare di orientamento, infatti, a condurre alla vittoria non è semplicemente la velocità, ma la capacità di adottare le soluzioni più efficaci, per raggiungere l'obiettivo di terminare la gara nel minor tempo possibile", ha ricordato il ministro Valeria Fedeli lanciando questa edizione dei Mondiali.

"È uno sport adatto alle scuole - ha proseguito - perché riunisce in sé diverse, importanti caratteristiche: si pratica all'aria aperta, spesso immersi nella natura; richiede l'impiego di facoltà sia fisiche che intellettive; spinge le atlete e gli atleti a risolvere i problemi in poco tempo. Questa edizione dei Mondiali ha portato con sé un messaggio in più, dedicato alla sensibilizzazione delle giovani e dei giovani sul tema della lotta alla violenza sulle donne. Il logo della campagna #NoViolenzaControLeDonne è comparso sulle divise di tutte le ragazze e di tutti i ragazzi. Un gesto non solo simbolico, per ricordare a tutte e tutti che la cultura del rispetto e della parità si impara anche sui banchi di scuola".(ANSA)

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