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Radicali nelle carceri. Detenuti, "Pannella ci manca"

Ilaria Cucchi a Regina Coeli sulle tracce del fratello

30 dicembre, 15:17
Carceri: Mattarella, non devono mai negare speranza Carceri: Mattarella, non devono mai negare speranza

(ANSA) - ROMA, 30 DIC - Quest'anno, nelle carceri italiane toccate dal tradizionale tour natalizio dei radicali, è mancato il consueto saluto che i detenuti immancabilmente rivolgevano a Marco Pannella durante le sue visite. Nessun "Marco uno di noi" è risuonato tra le pareti degli istituti di pena, ma i carcerati incontrati dai radicali hanno ugualmente ricordato la "presenza viva" del leader scomparso nel maggio scorso, che resta per tutti loro "un punto di riferimento". "Ci manca terribilmente", ha detto più d'uno. Dopo Natale e Santo Stefano le visite nelle carceri degli eredi di Pannella vanno avanti a ritmo serrato. Il 31 una delegazione sarà a Rebibbia per salutare il 2017 insieme ai detenuti. Più di cento tra militanti e dirigenti del partito si sono messi in moto per garantire le visite in circa 40 istituti in tutta Italia, da Nord a Sud, passando per la Sardegna e la Sicilia. I radicali, anche senza Pannella, non mollano la presa su quelle che lui chiamava le "infami carceri italiane" e continuano, in sintonia con il leader storico, a dare speranza "agli ultimi". "Non sono solo visite per i detenuti - precisano i dirigenti radicali - ma anche per gli agenti e gli educatori costretti a lavorare in condizioni disumane". "Il nostro entrare nelle patrie galere è il tentativo di difendere lo stato di diritto e il rispetto della Costituzione". Sovraffollamento, condizioni igieniche pessime, assistenza sanitaria, mancanza di educatori e reinserimento sociale, sono tra i principali problemi che sono stati riscontrati nel corso delle visite. Ma tra le criticità i radicali sottolineano anche la lunghezza dei processi e l'uso della custodia cautelare. "Le carceri rappresentano un'appendice di una giustizia mal funzionante in Italia" ha sottolineato Giuseppe Candido militante radicale impegnato nel tour delle carceri in Calabria. Ilaria Cucchi è entrata a Regina Coeli il 25 dicembre insieme a Rita Bernardini. La prima volta nel carcere dove è iniziata la vicenda che ha portato alla tragica morte del fratello Stefano nel tentativo, ha raccontato entrando, di rimettere insieme "i tanti tasselli della sua vita di quei sei giorni che mi mancano". Il giorno seguente il carcere romano è stato visitato da Roberto Giachetti che al termine della visita ha posto l'accento sui tanti "problemi strutturali" e sulla "crescita della popolazione carceraria".

Giachetti ha anche parlato della necessità di "Rimettere mano a carceri e giustizia" con "provvedimenti strutturali, quindi amnistia e indulto" alle quali si è detto favorevole.

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