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Migranti: sociologo, solo 10% rifugiati accolto da Ue

86% da Turchia a Pakistan a Libano. Conferenza Centro La Torre

12 gennaio, 17:17
(ANSA) - PALERMO, 12 GEN - "L'86% dei rifugiati nel mondo (pari a 65,3 milioni nel 2015) è accolto dai Paesi del cosiddetto terzo mondo e solo meno del 10% viene accolto dall'Unione europea. I Paesi più coinvolti nell'accoglienza sono infatti Turchia (2,5 milioni), Pakistan (1,6 milioni) e Libano (1,1 milioni)". Sono alcune delle stime fornite dal sociologo Maurizio Ambrosini, incrociando dati Unhcr e Istat, nel corso della conferenza organizzata dal centro Pio La Torre su "Migrazioni del XXI secolo: accoglienza e integrazione per sconfiggere pregiudizi etnici e paure". "Su 5 milioni e mezzo di migranti, circa 180mila persone, il 3% del totale, gode dell'asilo politico - ha aggiunto Ambrosini - Per quanto riguarda l'Italia, gli immigrati che vivono nel nostro Paese vengono prevalentemente da Romania (1 milione), Albania, (mezzo milione), a seguire Marocco, Cina, Ucraina, Filippine". All'incontro, al cinema Rouge et noir, sono intervenuti anche il questore di Palermo, Guido Longo, Adham Darawsha della Consulta delle Culture di Palermo e Maria Giulia Manzella, volontaria del centro Astalli di Palermo, moderati da Franco Garufi, del centro studi La Torre. "I dati in nostro possesso e le operazioni di polizia giudiziaria condotte finora a livello internazionale mostrano come il terrorismo cerchi di arruolare i soggetti economicamente più fragili - ha detto il questore - e a parte il caso dell'attentatore Anis Amri di Berlino il terrorismo non ha nessi con il fenomeno migratorio. Il terrorista generalmente proviene da ambienti nei quali l'integrazione non è stata curata. Lo stereotipo che considera terrorista ogni musulmano è una forma scriteriata di discriminazione. I migranti sono le prime vittime dello sfruttamento criminale". Critico sulle lungaggini burocratiche si è mostrato Darawsha: "La procedura per stabilire se in Italia un rifugiato può ottenere il diritto d'asilo o no è demenziale, perché è troppo lunga - ha detto - L'accoglienza funziona quando il profugo diventa presto cittadino. Certo, non si può far finta che il problema della sicurezza non esista, ma siamo in un Paese dove esistono almeno 5 mafie, la propensione all'illegalità è forte e la criminalità guarda con interesse ai soggetti più fragili". Manzella ha poi ricordato l'importanza della prevenzione culturale, come ha fatto il centro Astalli con il "progetto finestre - storie di rifugiati" che ha permesso di far incontrare a un gruppo di studenti dei rifugiati che hanno raccontato la propria storia. Contro la "paura del diverso" e gli stereotipi si è pronunciata anche il medico Ornella Dino, intervenuta dalla platea: "I primi motivi che spingono le donne migranti a ricoverarsi sono dovuti alle gravidanze, per gli uomini le cause sono traumi da ferite o ustioni da carburante.

Chi si imbarca è spesso più sano e giovane, non esistono malattie esotiche portate dai migranti". (ANSA).

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