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Sala, la prima della Scala dovrà essere ripensata

Ipotesi mascherina per i coristi. Ci sarà Mattarella

(ANSA) - MILANO, 16 NOV - Il Macbeth che il prossimo 7 dicembre aprirà la stagione lirica della Scala alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella "sarà uno spettacolo che dovrà essere un po' ripensato". Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che è presidente del teatro lo ha spiegato ai giornalisti a margine dell'inaugurazione della nuova sede milanese di Ntt. Un ripensamento che riguarda l'attenzione al Covid con l'uso possibile della mascherina per i coristi. "Serve attenzione e noi lo verifichiamo in modo quotidiano anche nelle nostre azioni - ha spiegato Sala - . Ho avuto lunghissime discussioni con il sovrintendente della Scala per la Prima". Su questo sono al lavoro, oltre a Dominique Meyer, il direttore Riccardo Chailly e il regista Davide Livermore che cura l'allestimento.
    "La situazione è ancora questa, non ne siamo ancora fuori, non mi pare che siamo in una situazione di allarme però l'attenzione va tenuta", ha aggiunto. E questo anche in base a quanto prevede il Cts. L'ipotesi è di avere in buca l'orchestra con 76 elementi, quindi senza stravolgimenti. Il problema riguarda invece di più i coristi che nel Macbeth sono protagonisti di due concertati lunghi circa 15 minuti il concertato del brindisi e 'Schiudi, inferno, la bocca ed inghiotti' nel primo atto. Un tempo lungo per cui sarebbe consigliabile tenere la mascherina, anche per evitare - nel caso anche di un solo positivo - di dover mettere molti artisti in quarantena e quindi far saltare le recite.
    Già lo scorso anno Lucia di Lammermoor - prevista senza il pubblico ma in diretta tv - è stata cancellata a causa di contagi nel coro e sostituita dal gala di star della lirica 'A riveder le stelle'.
    Ai giornalisti che gli hanno chiesto in che modo andrà ripensato lo spettacolo se sul fatto che chi si esibisce dovrà portare le mascherine Sala ha risposto: "Esatto, è quello che ci siamo detti sui coristi, la voce soprattutto in quel tipo di performance è molto forzata quindi è più a rischio - ha spiegato - . C'è la difficoltà in questo momento di Meyer e Chailly a pensare a una prima come un'opera complessa". Qualcosa di più si saprà probabilmente oggi con l'inizio delle prove in teatro dopo quelle fatte nei laboratori dell'Ansaldo. (ANSA).
  

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