Nazione

Stati Uniti

39 41 33

Cina

38 32 18

Giappone

27 14 17
Nazione

Regno Unito

22 21 22

ROC

20 28 23

Australia

17 7 22
Nazione

Paesi Bassi

10 12 14

Francia

10 12 11

Germania

10 11 16
Nazione

Italia

10 10 20

Canada

7 6 11

Brasile

7 6 8
Nazione

Nuova Zelanda

7 6 7

Cuba

7 3 5

Ungheria

6 7 7

Artistica: 7 nomi per un podio, Ferrari da record

E' la 4/a Olimpiade per la bresciana, chance anelli per Lodadio

Redazione ANSA

Una squadra di sette atleti, cinque donne e due uomini, rappresenterà la ginnastica artistica italiana ai Giochi di Tokyo. E' un passo avanti rispetto a Rio 2016 - quando l’Italia era presente con sei atleti, cinque donne e Ludovico Edalli - ma è ancora una volta mancata la qualificazione con la squadra maschile. Vanessa Ferrari e Marco Lodadio sono le speranze più concrete di medaglia, rispettivamente nel corpo libero e agli anelli, mentre Edalli sarà impegnato sul giro completo e la squadra femminile (composta da Giorgia Villa, Martina Maggio, Asia D’Amato e Alice D’Amato) dopo il bronzo ai Mondiali di Stoccarda 2019, proverà a centrare più finali possibili.

L'attenzione generale sarà per la 30enne veterana Vanessa Ferrari, che parteciperà per la quarta volta alle Olimpiadi per cercare finalmente di salire sul podio dopo gli amari quarti posti nel corpo libero a Londra e Rio. La bresciana ha strappato il 26 giugno, a Doha, il suo personale pass a cinque cerchi, grazie al primo posto al corpo libero nel circuito della World Cup. La leonessa di Brescia ha preparato un esercizio di gran spessore tecnico per vincere il tabù olimpico dopo tanti trionfi e medaglie a livello mondiale ed europeo. Se l'oro sembra prenotato dalla fuoriclasse Simone Biles, a sgomitare con l'azzurra per il podio ci saranno tra le altre la rumena Larisa Iordache, la russa Angelina Melnikova, la brasiliana Flavia Saraiva.

Ferrari sarà accompagnata dal suo mentore, il dt della sezione artistica femminile, Enrico Casella, il quale ha anche scelto le componenti della squadra: la bergamasca Villa, la brianzola Maggio e le gemelle genovesi D'Amato. Rispetto al team che ottenne la qualificazione due anni fa a Stoccarda sono rimaste fuori Elisa Iorio e Desiree Carofiglio, frenate da infortuni che ne hanno ritardato la preparazione.

Lodadio ha vinto l'argento agli anelli a Stoccarda ma negli ultimi due anni, tra la pandemia ed un intervento ad una spalla, ha potuto disputare poche gare e solo a Tokyo potrà verificare la sua condizione agonistica C'è comunque speranza per l'assalto al podio, dove probabilmente solo un posto è già prenotato, dal greco Eleftherios Petrounias, oro a Rio e dimostratosi in ottima forma anche ai recenti Europei. Da tenere d'occhio, ma non solo agli anelli, il russo Nikita Nagornyy. Quanto a Edalli, si presenta con un 22/o posto nell’all around di qualificazione, in Germania, ma risulta terzo degli ammessi ai Giochi, alle spalle del filippino Edriel e del cubano Larduet.

La ginnastica artistica maschile è da sempre presente nel programma olimpico, le gare femminili furono inserite a partire da Helsinki 1952 e quasi tutte le edizioni dei Giochi hanno avuto uno o una ginnasta di riferimento: basti pensare alla russa Larisa Latynina, che in tre edizioni (Melbourne 1956, Roma 1960 e Tokyo 1964) ha vinto un totale di 18 medaglie di cui nove d'oro, record nella storia dei Giochi. La cecoslovacca Vera Caslavska è stata la regina assoluta di Messico 1968, lo 'scricciolo' sovietico Olga Korbut dominò Monaco 1972 mentre a Montreal 1976 fu la volta della romena Nadia Comaneci, la prima alla quale i giudici assegnarono un '10'. L'ultima regina è la statunitense Biles, imbattibile a Rio e pronta a ripetere quell'exploit.

In campo maschile splendono le stelle dei ginnasti sovietici (Nikolaj Andrianov vinse 15 medaglie, Boris Sachlin 13) e giapponesi (Sawao Kato, Yukio Endo e il 'mago' della sbarra Mitsuo Tsukahara). Anche l'Italia ha avuto i suoi grandi campioni dall'alto delle sue 26 medaglie, di cui 14 d'oro. Alberto Braglia fu campione olimpico nell'individuale a Londra 1908 e Stoccolma 1912, seguito da Giorgio Zampori a Anversa 1920 e Romeo Neri a Los Angeles 1932. Non si può dimenticare Franco Menichelli, bronzo a Roma 1960 nell'esercizio a corpo libero prima di vincere l'oro quattro anni dopo a Tokyo nella stessa specialità. Atlanta 1996 consacrò Yuri Chechi 'signore degli anelli', il toscano fu anche bronzo a Atene 2004, edizione che vide il trionfo alla sbarra di Igor Cassina, il quale come Tsukahara ha dato il suo nome ad uno dei movimenti.

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