Oltretevere

Pandemia, Iraq e 'Fratelli tutti' cardini 8/o anno Francesco

Il Pontefice celebra domani l'ottavo anniversario dell'elezione

    Sono due immagini a segnare l'alfa e l'omega dell'ottavo anno di pontificato di Francesco, che domani celebra l'anniversario della sua elezione: la prima, il 27 marzo 2020, è quella del Papa da solo, sotto la pioggia di Piazza San Pietro, che leva la sua preghiera al cielo per la fine della pandemia; la seconda, domenica 7 marzo 2021, è quella del Pontefice che prega tra le macerie di Mosul, la città irachena dove fu proclamato lo Stato islamico, da cui fa volare anche una colomba della pace.

    Entrambe immagini storiche, che hanno riempito sia il dibattito mediatico che l'immaginario collettivo in tutto il mondo, a racchiudere un anno che, con tutte le limitazioni determinate dall'emergenza globale del Coronavirus - anzi forse proprio per queste -, è quello probabilmente più intenso e di più forte empatia col popolo dei fedeli, come pure con folle di non credenti, tra gli otto iniziati quella sera del 13 marzo 2013, con l'arrivo del Papa "venuto dalla fine del mondo".

    In mezzo a tutto questo, il 3 ottobre 2020 - vigilia della festa del santo da cui ha preso il nome -, c'è la firma ad Assisi di un documento che caratterizzerà anche l'eredità futura dell'attuale Vescovo di Roma, l'enciclica 'Fratelli tutti', sulla fraternità e l'amicizia sociale, in cui il concetto di "fratellanza universale" viene indicato come unica via di salvezza per un mondo malato: per uscire anche qui dal tragico assedio del Covid-19, oppure dal flagello dei conflitti, delle guerre e del terrore imposto con le armi, dalla piaga della povertà, dalla devastazione del pianeta attraverso lo sfruttamento esasperato delle sue risorse e dallo spettro della crisi climatica. Perché da tutti questi terreni di crisi, è la tesi lapidaria di papa Bergoglio, "nessuno si salva da solo".

    Il paradigma, anche interreligioso, della "fratellanza umana", dell'essere tutti figli di un unico Padre, si sviluppa per il Pontefice a partire dal documento firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio del 2019 col grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb. Ed è diventato il suo messaggio portante in tutto questo ottavo anno di pontificato: sia nel lungo periodo del lockdown, in cui con le messe in diretta streaming alle 7 del mattino da Casa Santa Marta ha voluto restare vicino ai fedeli (per i quali peraltro si erano allora chiuse le porte delle chiese), sia nei suoi messaggi e documenti nei mesi che lui stesso ha definito di "prigionia" in Vaticano prima di poter riprendere finalmente i viaggi, sia appunto nella sua enciclica sull'argomento, sia infine nella visita in Iraq, voluta a tutti i costi nonostante i pericoli e i consigli contrari, con cui ha coronato anche il sogno di Giovanni Paolo II, costretto nel 2000 a rinunciarvi.

    Con in più anche l'incontro di cruciale importanza col massimo leader sciita iracheno, il grande ayatollah Ali Al-Sistani, ad aprire nuovi fronti di dialogo, nuovi legami contro ogni deviazione fondamentalista, a costruire sempre nuovi ponti.

    Ma sul versante interno, quello delle questioni di Curia, non sono mancate le 'ombre' in questo ottavo anno di Francesco: una su tutte, nel campo finanziario e giudiziario, gli sviluppi dello scandalo per l'acquisto del palazzo in Sloane Avenue a Londra, per il quale non dovrebbe essere lontano il processo per le distrazioni di fondi e le fattispecie di peculato.

    Un caso che ha portato anche a una drammatica rottura, il 24 settembre 2020, con uno degli ex collaboratori più fidati, il potente sostituto della Segreteria di Stato, Giovanni Angelo Becciu, privato drasticamente dal Papa, oltre che dell'incarico di prefetto per le Cause dei santi, anche delle "prerogative del cardinalato": decisione-shock da parte di Francesco, pressoché senza precedenti, ma dettata da quell'ansia di trasparenza che gli ha fatto poi trasferire, a decorrere dall'inizio del 2021, la gestione dei fondi e degli immobili della Segreteria di Stato riconducendola nell'alveo dell'Apsa, l'Amministrazione del Patrimonio della Sede apostolica, sotto la supervisione della Segreteria per l'Economia. Anche questo un altro passo-chiave in attesa che si completi la riforma del governo della Chiesa.
   

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