Oltretevere

Vaticano: vaccini essenziali, ma stop a disparità cure

Cei ai vescovi, 'fate vaccinare gli operatori delle parrocchie'

(di Fausto Gasparroni) (ANSA) - ROMA, 09 SET - "La vaccinazione è fondamentale nell'ottica di una protezione globale contro il Covid-19 ma la questione centrale riguarda la possibilità di superare davvero e presto le differenze, attuando una politica sanitaria globale basata sul diritto di tutti ad accedere alle cure". E' così che l'arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, introduce l'Assemblea 2021 dell'organismo vaticano, che si svolgerà nei giorni 27-28-29 settembre, in presenza e online, sul tema "Salute pubblica in prospettiva globale. Pandemia, Bioetica, Futuro" e che avrà al centro anche la questione dei vaccini.
    "Per curare la salute dobbiamo anzitutto essere vivi!", osserva mons. Paglia. "Per i Paesi occidentali - prosegue - la priorità è rappresentata dai vaccini e stiamo infatti assistendo allo sforzo vaccinale più grande mai attuato nella storia".
    Tuttavia "non dobbiamo dimenticare la necessità di costruire una sanità equa su scala globale - avverte l'arcivescovo -. Il tema al centro della nostra riflessione sarà allora il futuro della cura e della sanità, se vogliamo davvero dimostrare di avere imparato la lezione della pandemia".
    "Per la maggior parte della popolazione mondiale oltre ai vaccini è prioritario un accesso vero ed effettivo alle cure ma anche ai beni che permettono 'semplicemente' di vivere - sottolinea il presidente della Pontificia Accademia -. Va superato il divario non solo vaccinale ma di accesso alla sanità pubblica, abbattendo i problemi collegati alla mancanza di strutture e alla scarsità di risorse da destinare alle cure".
    "La pandemia ha mostrato le forti disparità economiche e sociali in tema di salute", aggiunge Paglia, e "diversi ambasciatori presso la Santa Sede hanno sottolineato che è necessario rispondere a questa crisi con provvedimenti che risultino utili per il futuro".
    Intanto, con una lettera a tutti i vescovi all'inizio dell'anno pastorale, la Presidenza della Cei sollecita a "formulare messaggi o esortazioni per invitare alla vaccinazione tutti i fedeli e, in particolar modo, gli operatori pastorali coinvolti nelle attività caratterizzate da un maggiore rischio di contagio". La lettera ricorda che "finora l'obbligo vaccinale riguarda solo alcune circoscritte categorie di lavoratori" e che non c'è obbligo vaccinale né di green pass "per partecipare alle celebrazioni o alle processioni né per le attività pastorali in senso stretto (catechesi, doposcuola, attività caritative...)".
    Tuttavia, "ci sono alcune attività pastorali che possono esporre a un particolare rischio di contagio o perché svolte in gruppo (come la catechesi) oppure per la loro stessa natura (come le attività coreutiche)". Si chiede quindi "d'incentivare il più possibile l'accesso alla vaccinazione dei ministri straordinari della Comunione Eucaristica; di quanti sono coinvolti in attività caritative; dei catechisti; degli educatori; dei volontari nelle attività ricreative; dei coristi e dei cantori".
    (ANSA).
   

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