Oltretevere

>ANSA-INTERVISTA/ Montanari, saccheggio chiese sciagura Italia

Storico arte, spazi politici nel senso più alto,Stato intervenga

(di Fausto Gasparroni) (ANSA) - ROMA, 28 SET - "L'Italia sacra crolla". Già nel titolo del primo capitolo, il nuovo libro dello storico dell'arte Tomaso Montanari, il documentatissimo pamphlet 'Chiese chiuse' (Einaudi, pp. 160, euro 12.00), non lascia adito a dubbi. Da Sud a Nord, l'intera Penisola è costellata di migliaia di chiese "inaccessibili, saccheggiate, pericolanti", altre trasformate in "attrazioni turistiche a pagamento", o persino vendute per diventare resort di lusso. Sta di fatto che uno dei patrimoni più caratterizzanti del panorama e dell'identità italiani, quello dei luoghi di culto, oggi offre un quadro desolante. "Tutti gli italiani hanno ben presente ciò che accade - dice Montanari, professore ordinario di Storia dell'arte moderna all'Università per Stranieri di Siena, in un colloquio con l'ANSA -: nei piccoli centri come anche nelle città più ricche troviamo chiese con le porte sbarrate. Piccole chiese, cappelle, confraternite, comunque storiche e antiche, con le porte chiuse: e cosa ci sia dietro queste porte non lo sappiamo.
    Non lo sanno neanche le autorità civili e religiose. Sono chiuse a tutti, ma non ai ladri e ai saccheggiatori".
    Montanari lo definisce un fenomeno "drammatico" nel Mezzogiorno - "ho insegnato dieci anni a Napoli e lo posso testimoniare" -, "ma anche in Lombardia, Piemonte, nelle regioni ricche, ci sono tante chiese saccheggiate". Periodicamente il report del Nucleo Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale ci aggiorna su quanti pezzi d'arte vengono trafugati dalle chiese. "Esistono anche siti internet sulle chiese chiuse, devastate, saccheggiate, e nelle quali è persino pericoloso avventurarsi - continua Montanari -. Come pure molti libri fotografici. La bellezza originaria di queste chiese fa sì che esista anche un'estetica della rovina, quella che una volta si definiva 'l'orrida bellezza': una cosa pericolosa, perché poi si indulge a questo stato di cose. Invece dobbiamo vigilare e intervenire".
    A titolo di esempio, lo storico dell'arte cita un caso che non c'è nel libro, di cui ha scritto dopo la chiusura del volume: quello della chiesa della Maddalena di Aversa (Caserta), di età duecentesca, che con l'annesso convento finì per ospitare un manicomio, e che oggi ha il tetto sfondato e in cui i saccheggiatori hanno preso di mira anche l'altare maggiore, capolavoro del Rinascimento napoletano. "Una chiesa-simbolo, antichissima, che oggi sembra bombardata, quasi un teatro di guerra", denuncia.
    Per quanto riguarda i motivi di questo disastro generalizzato, di questa vera e propria sciagura per il Paese, Montanari parla di "situazione complessa", di "molte cause", anche se "si sbaglierebbe nel dare la colpa al secolarismo, alla diminuzione dei fedeli".
    Per l'autore di 'Chiese chiuse', tali monumenti "non sono solo religiosi, ma anche civili, e questi due aspetti sono indistinguibili. Uno Stato laico, che tale deve essere, deve anche farsi carico della sua storia. E per tutti, le chiese sono anche uno spazio civile, sono piazze coperte, luoghi della comunità, dove ci sono tante memorie anche politiche della storia del Paese. Per questo devono farsene carico le autorità dello Stato". Negli ultimi anni invece, stigmatizza ancora Montanari, ha preso piede "un'industria dell'effimero che ha saccheggiato i monumenti, al fine di proporre eventi e mostre inutili. Finanziamo baracconi effimeri che rendono solo a chi li organizza".
    Molto belle nel libro le pagine in cui Montanari confessa il suo sviscerato amore per le chiese, luoghi che "con il loro silenzio secolare offrono una pausa al nostro caos", e soprattutto "organi pulsanti del nostro collettivo essere umani". "Questo è il punto fondamentale - afferma -. Viviamo un'epoca in cui siamo assediati dal nostro presente, che ci vuole produttivi, competitivi, in definitiva disumani. E questo si vede anche nell'odio per i migranti, per i diversi, come pure nella difficoltà a costruire un 'noi', il senso di una comunità". Le chiese invece, "sono una pausa, un luogo con un altro tempo, che è un tempo spirituale. Sono l'occasione per rompere l'assedio del presente, per ritrovare una dimensione di comunità e gratuità". "Sono polmoni per recuperare il senso di appartenere a una comunità, anche di costruirla - conclude -. Ed è per questo che sono spazi 'politici' nel senso più alto del termine". (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA




Modifica consenso Cookie