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Don Tonino Bello "venerabile", Papa riconosce le "virtù eroiche"

Passo-chiave in causa beatificazione 'dell'"apostolo della pace"

(di Fausto Gasparroni) (ANSA) - ROMA, 25 NOV - Segna un cruciale passo in avanti la causa di beatificazione di don Tonino Bello, vescovo divenuto celebre come vero 'apostolo della pace' per il suo strenuo impegno in particolare nella veste di presidente di Pax Christi Italia dal 1985 alla morte prematura, nel 1993. Papa Francesco ha infatti autorizzato oggi la Congregazione per le Cause dei Santi, in un'udienza al cardinale prefetto Marcello Semeraro, a promulgare il decreto con cui si riconoscono "le virtù eroiche del Servo di Dio Antonio Bello, Vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, nato il 18 marzo 1935 ad Alessano e morto il 20 aprile 1993 a Molfetta". Col riconoscimento delle "virtù eroiche", Tonino Bello assume così il titolo di "venerabile".
    La notizia, annunciata a mezzogiorno dal Bollettino della Sala stampa vaticana, è arrivata mentre all'Hotel Ergife era ancora in corso l'assemblea dei vescovi italiani, ed "è stata accolta con un lungo applauso", ha riferito il portavoce della Cei Vincenzo Corrado.
    Sin dagli esordi nel 1982, il ministero episcopale del nuovo "venerabile" fu caratterizzato dalla rinuncia a quelli che considerava segni di potere - per tale ragione si faceva chiamare semplicemente don Tonino - e da una costante attenzione agli ultimi: promosse la costituzione di gruppi Caritas in tutte le parrocchie della diocesi, fondò una comunità per la cura delle tossicodipendenze, lasciò sempre aperti gli uffici dell'episcopio per chiunque volesse parlargli e spesso anche per i bisognosi che chiedevano di passarvi la notte. Sua la definizione di "Chiesa del grembiule" per indicare la necessità di farsi umili e al contempo agire sulle cause dell'emarginazione.
    Nel 1985 fu indicato dalla presidenza Cei a succedere a mons.
    Luigi Bettazzi, nel ruolo di guida di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace. Suoi, in tale veste, diversi duri interventi, anche da vescovo "scomodo": tra i più significativi quelli contro il potenziamento dei poli militari di Crotone e Gioia del Colle, e contro l'intervento nella Guerra del Golfo, quando manifestò un'opposizione così radicale da attirarsi l'accusa di istigare alla diserzione.
    Benché già operato di tumore allo stomaco, il 7 dicembre 1992 partì insieme a circa 500 volontari da Ancona verso la costa dalmata dalla quale iniziò una marcia a piedi che lo avrebbe condotto dentro la città di Sarajevo, da diversi mesi sotto assedio serbo a causa della guerra civile. L'arrivo nella città assediata, tenuta sotto tiro da cecchini serbi che potevano rappresentare un pericolo per i manifestanti, fu caratterizzato da maltempo e nebbia. Don Tonino parlò di "nebbia della Madonna" (celebrata, appunto, l'8 dicembre).
    L'anno successivo alla morte, gli fu conferito il Premio Nazionale Cultura della Pace alla memoria. Il 27 novembre 2007 la Congregazione delle cause dei santi ne ha avviato il processo di beatificazione, per proclamare la quale ora non resta che il riconoscimento di un "miracolo". Papa Bergoglio, per onorarne il ricordo, è andato a pregare sulla tomba il 20 aprile 2018, nel giorno del 25/o anniversario di morte, celebrando poi una messa a Molfetta.
    "È un dono grande per la nostra Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, per la Chiesa pugliese ma anche per tutta la Chiesa universale perché abbiamo bisogno di questi esempi così belli", ha commentato le "virtù eroiche" l'attuale vescovo mons. Domenico Cornacchia a Tv2000. "È una notizia che ci riempie di gioia - gli ha fatto eco il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano -. Don Tonino è stato un dono non solo per la Chiesa universale, ma per tutti coloro che credono nei valori della pace e della solidarietà". (ANSA).
   

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