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Pmi: Ungdcec (commercialisti), debito è a quota 3,6 miliardi

De Lise,evitare 'limbo' somme erariali-previdenziali non versate

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 30 SET - "Il debito erariale e previdenziale delle piccole e medie imprese italiane è aumentato del 16% nell'ultimo triennio, passando da 3,1 a 3,6 miliardi. È un dato preoccupante per lo Stato, perché con le imprese non più operative si rischia di perdere gettito. Bisogna, dunque, lavorare per recuperare debito ed evitare che l'economia italiana finisca in un limbo". Parola del presidente dell'Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdcec) Matteo De Lise, che ha chiuso oggi pomeriggio all'Auditorium Parco della Musica della Capitale il convegno nazionale dell'associazione professionale dedicato alla crisi d'impresa. I dati provengono da un'indagine della Fondazione centro studi Ungdcec, presieduta da Francesco Puccio, che ha preso come campione 10.000 Pmi italiane con fatturato da 5 a 20 milioni. Il report evidenzia, poi, come, tra queste società, quelle che hanno al loro interno un organo di controllo sono le più lontane dalla crisi di impresa ed "ecco perché occorre spingere in questa direzione", si legge in una nota dell'associazione dei giovani dottori commercialisti.
    Nel corso della giornata, infine, De Lise ha consegnato al procuratore nazionale Antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo il premio "Uniti per la legalità". (ANSA).
   

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