Costa Rica

Costa Rica (foto: ANSA)

Costarica, una mina vagante in un girone di giganti

Nel destino mondiale del Costarica - per uno strano scherzo del destino - c'è l'Italia. E viceversa. La Nazionale dello Stato centroamericano partecipò alla prima fase finale di una Coppa del mondo nel 1990, nel torneo organizzato sui campi del Belpaese; e, molti anni dopo, nel 2014, in Brasile, nel girone di qualificazione agli ottavi, si ritrovò proprio la Nazionale azzurra. Morale: il Costarica sconfisse l'Italia, creando i presupposti per un'eliminazione che sarebbe stata ratificata dall'Uruguay dell'implacabile 'Pistolero' Luis Suarez.Chi lo avrebbe mai potuto ipotizzare? Riavvolgendo il nastro, dopo Italia '90, il Costarica avrebbe partecipato anche ad altre edizioni dei Mondiali: se in Italia riuscì a superare il primo turno, arrendendosi al San Nicola di Bari per 4-1 alla Cecoslovacchia dell'attaccante genoano Thomas Skuhravy (autore di una tripletta), nell'edizione del 2002 - disputata a metà fra Giappone e Corea del Sud - non riuscì a superare lo scoglio della prima fase. Stesso destino nel 2006, in Germania, mentre a Brasile 2014 riuscì perfino ad approdare ai quarti di finale, dove venne sconfitto dall'Olanda, ma solo ai calci di rigore.I costaricani si consolarono abbondantemente con il capocannoniere James Rodriguez, autore di 6 reti e subito ingaggiato dal Real Madrid, dove non ebbe fortuna. Nel 2018, in Russia, i costaricani si fermarono immediatamente: finiti in un girone comprendente Serbia, Brasile e Svizzera, tornarono a casa.In Qatar, nel raggruppamento che comprende Germania e Spagna, c'è poco spazio per le illusioni, ma i costaricani sono abituati comunque a stupire e a ribaltare qualsiasi pronostico.Si sono qualificati a questi Mondiali grazie al successo nello spareggio contro la Nuova Zelanda, trascinati dalla rete di Joel Campbell, centravanti del Monterrey, ma con un passato nelle file dell'Arsenal (oltre che nel Frosinone). In Qatar la squadra del ct Luis Fernando Suárez, già selezionatore di Colombia, Ecuador, Perù, Honduras e Messico, nonché ex pedina del Nacional di Medellin, la squadra di Francisco Maturana che contese al Milan di Arrigo Sacchi la Coppa Intercontinentale a Tokyo il 17 dicembre 1989. Quel giorno, a Tokyo, Fernando Suarez, dalla panchina, vide Evani sorprendere il connazionale Higuita su punizione al 119'. Del tattico Maturana, l'attuale ct del Costarica ha imparato molto e in Qatar farà affidamento su alcuni elementi di provata esperienza, come il portiere Keylor Navas, che è stato scavalcato da Donnarumma nelle gerarchie del PSG.L'ex portiere del Real Madrid fra i pali  garantisce comunque una certa sicurezza ai 'suoi'. James Rodriguez, invece, non fa più parte della rosa: già escluso dalla Copa America dell'anno scorso, i guai fisici ne hanno condizionato il rendimento e, soprattutto, la continuità di gioco. Il Costarica è la prima Nazionale al mondo ad avere vinto il titolo continentale di due confederazioni diverse: il Campionato centroamericano e caraibico e la Gold Cup. Non è poco. La squadra cercherà di stupire ancora. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Modifica consenso Cookie