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Legge omnibus: LeU, no sprechi e più fondi a sanità e lavoro

Cocco e Lai illustrano emendamenti alla variazione da 300 mln

 Destinare una parte consistente della variazione di bilancio da 300 milioni di euro, in discussione in Aula dal 12 ottobre, per la risoluzione di problemi atavici che hanno bisogno di risposte immediate. E' l'obiettivo dichiarato da Liberi e Uguali che oggi hanno illustrato gli emendamenti già bocciati in commissione ma che ripresenteranno durante la discussione degli articoli. Sanità, lavoro, istruzione e l'epidemia di lingua blu sono i settori sui quali è necessario intervenire secondo il capogruppo Daniele Cocco e il consigliere Eugenio Lai. Cocco ha fatto notare che "sinora le finanziarie sono state tecniche, con masse manovrabili di 50 milioni al massimo, ora che ci sono a disposizione 300 milioni vogliamo dire la nostra ma in modo non strumentale". In particolare, spiega, "ci sono piani terapeutici interrotti, la Breast Unit di Nuoro mai partita, esami screening della mammella rinviati da più di un anno, e poi la criticità delle liste d'attesa su cui faremo una battaglia fino all'ultimo giorno per stanziare risorse ad hoc".

In questo solco si inserisce l'emendamento che dice no a ulteriori finanziamenti al Mater Olbia, cioè ai 20 milioni previsti nella legge omnibus, per riversarli invece "sull'abbattimento delle liste, sul potenziamento del sistema sanitario pubblico attraverso l'incremento del personale medico e infermieristico".

Capitolo lavoro. "Chiederemo di stanziare 700 mila euro per sbloccare il turn over dell'Agenzia Forestas fermo dal 2005 - ha annunciato Cocco - ma anche due milioni per la stabilizzazione dei precari di Sardegna ricerche". C'è poi il problema di Area che ha solo il 10% della dotazione organica, e dello scorrimento delle graduatorie di Aspal che LeU chiede di prorogare da 2 a tre anni. "Gli emendamenti - ha aggiunto Eugenio Lai - sono un centinaio e sono tutti finalizzati all'eliminazione di sprechi". Nella legge omnibus, sostiene, "mancano i riferimenti alla cultura e all'istruzione, e noi proponiamo ad esempio l'incremento delle risorse per gli spettacoli dal vivo da cinque a sette milioni".

Il provvedimento poi, sottolineano gli esponenti di LeU, non fa alcun riferimento all'epidemia da lingua blu che "continua a diffondersi e ormai interessa tutto il territorio sardo: proponiamo di ristorare gli allevatori che arrivano da cinque anni di crisi, e nello stesso tempo l'attuazione di una politica di prevenzione con l'uso degli antiparassitari". Infine, sui 20 milioni per gli incendi di luglio, "auspichiamo che non si creino aziende di serie A e di serie B".
   

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