Sardegna

In Sardegna voto ai sindaci test per il centrodestra

A Olbia la sfida più attesa si gioca al primo turno

di Roberto Murgia

Meno due giorni alle amministrative in Sardegna di domenica 10 e lunedì 11 ottobre. Si scelgono sindaci e Consigli comunali in 98 Comuni su 377. Previsto il ballottaggio per il 24 e il 25 ottobre nei tre centri con più di quindicimila abitanti: Olbia, Carbonia e Capoterra. In realtà il secondo turno è da escludere nella città gallurese dove i candidati a sindaco sono due (l'uscente Settimo Nizzi per il centrodestra, e Augusto Navone per la Grande Coalizione) e la sfida sarà decisa all'ultimo voto, mentre a Carbonia si profila una vittoria al primo turno per il candidato del Pd Pietro Morittu.

 Anche alla luce dei risultati nelle grandi città italiane dove ha trionfato il Pd, in due casi (Napoli e Bologna) con il contributo (non determinante) del Movimento Cinquestelle, il voto del 10 e 11 ottobre in Sardegna rischia di diventare un banco di prova per il centrodestra alla guida della Regione. La coalizione che sostiene Christian Solinas ha già perso a Quartu e a Nuoro meno di un anno fa, e adesso è attesa al varco. In alcuni casi il centrosinistra si presenta sostenuto da liste riconducibili all'altra parte.

A Carbonia Morittu ha dalla sua due liste civiche riferibili a Udc e Psd'Az. Questa è anche la città dove non sono andate in porto le ambizioni del leader M5s Conte di stringere alleanze col Pd: qui i grillini non hanno gradito la presenza di liste vicine al centrodestra a sostegno di Morittu, e i dem sardi d'altra parte non hanno mai pensato di correre con il M5s. Che, infatti, sostiene la candidatura di Luca Pizzuto (Articolo 1). Non sembra avere troppe chance Daniela Garau, in corsa per quello che rimane della coalizione di centrodestra (Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega).

 Il M5s condivide invece la stessa coalizione con il Pd a Olbia. Un raggruppamento con dentro tutti quelli (compreso Fratelli d'Italia anche se non con una lista) che hanno deciso di stare assieme pur di sconfiggere Nizzi (Fi). Alla guida di questo super gruppo c'è Augusto Navone, che peraltro martedì scorso non si è fatto vedere al comizio dell'unico "big" passato nell'Isola per le amministrative, l'ex premier Conte.

Capoterra, città di origine del governatore Solinas, è l'esempio di tutte le difficoltà a fare squadra incontrate nei tavoli regionali e locali, e probabilmente sarà l'unico Comune ad andare al secondo turno. Qui il centrodestra è diviso e ha due candidati: Gianluigi Marras (FdI, Forza Italia, Riformatori e una civica) e Beniamino Garau (Sardegna 20Venti, Psd'Az, Lega e due civiche). Non fa meglio il centrosinistra che candida Efisio Demuru (Pd) con due liste, sfavorito rispetto a Beniamino Piga, uomo di riferimento dell'uscente dem Francesco Dessì. Terzo candidato: Attilio Congiu, sostenuto da Psi e dalla civica "Capoterra nel cuore". Per come sono andate le cose, con tavoli convocati a pochissimo tempo dalla presentazione delle liste, Carbonia e Capoterra confermano il concetto espresso a caldo, dopo il voto delle Comunali del 3 e 4 ottobre, dal leader della Lega Matteo Salvini: "I candidati sono stati individuati troppo tardi".

Sullo sfondo c'è l'appello di Pierfranco Devias di Liberu (Lìberos Rispetados Uguales) "a sostenere col proprio voto i candidati riconosciuti indipendentisti, ovunque collocati, al fine di spingere la formazione di questa nuova classe politica, e gettare le basi per permettere in futuro la formazione di coalizioni sempre più a guida indipendentista". Le altre sfide per queste amministrative saranno due: l'affluenza, e poi il raggiungimento del quorum per rendere valida l'elezione soprattutto nei piccoli Comuni dell'interno.   

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