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Terremoto Giunta Sardegna:rimpasto accelera dopo addio Zedda

All'esecutivo di Solinas manca una donna. Minoranza attacca

"Ringrazio il presidente per la fiducia, è un incarico importante e di grande responsabilità, sono sereno e concentrato sul lavoro che c'è da fare". Giuseppe Fasolino, da ieri nuovo vice presidente della Giunta regionale della Sardegna al posto di Alessandra Zedda, che sempre ieri ha dato l'addio all'esecutivo, non si aspettava né le dimissioni della collega di Forza Italia, né la nomina del presidente Solinas come suo vice. Un incarico in corsa, che arriva insieme a quello del Lavoro, di cui era titolare Zedda fino alla sua "scelta individuale" di lasciare per tornare, da eletta, tra i banchi della maggioranza in Consiglio regionale. Oltre alla vice presidenza Fasolino ha in carico anche le deleghe del Lavoro, che però non dovrebbe tenere a lungo: "Sarà questione di poco tempo, comincerò ad affrontare le priorità programmate", chiarisce.

I tempi brevi indicano che il rimpasto annunciato sin dal mese di marzo dal governatore potrebbe essere molto vicino, si parla di giorni. Anche perché la Giunta regionale in questo momento non rispetta l'equilibrio di genere: uscita Alessandra Zedda, ora le assessore restano tre (Gabriella Murgia, Anita Pili e Valeria Satta) su dodici componenti totali. Non solo, all'interno della stessa maggioranza le forze politiche, in primis la Lega, ma anche lo stesso partito del presidente, il Psd'Az, premono. Ma di aspetti politici e scenari che si aprono per il futuro della maggioranza verso le Regionali del 2024, Fasolino non vuole parlare: "La nostra concentrazione deve essere focalizzata sui risultati - precisa - dobbiamo fissare gli obiettivi di fine legislatura e lavorare per raggiungerli, poi tra un anno e mezzo saranno gli elettori a dire se abbiamo fatto bene".

 Non è dello stesso avviso Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd, che insiste, insieme a tutti i consiglieri dem, nel chiedere le dimissioni immediate del presidente della Regione: "Pasticci e aggiustamenti non servono, andiamo avanti da anni in attesa di un rimpasto che non c'è stato - spiega l'ex presidente dell'Assemblea - evidentemente non c'è una coalizione che lo consente e ci sono divisioni nella maggioranza che non permettono di lavorare per la Sardegna, le attività consiliari sono bloccate". Per Ganau, quindi, Solinas dovrebbe seguire la strada di Zedda e dimettersi.

Sul blocco dell'attività consiliare intervengono anche i consiglieri del gruppo del M5s, Roberto Li Gioi, Desirè Manca, Michele Ciusa e Alessandro Solinas."Da quasi un anno il Consiglio regionale è di fatto bloccato - ribadiscono -: ancora si attende la legge Omnibus che permetterebbe di sbloccare le risorse necessarie alle famiglie e alle imprese sarde". E concordano nella richiesta di dimissioni: "Questa situazione di stallo certifica una volta di più il fallimento dell'azione di governo del presidente Solinas, che oggi deve seguire la sua vice e dimettersi".
   

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