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La voce di Claudia Crabuzza per l'omaggio a Grazia Deledda

Esce il 2 dicembre il cd- book in italiano e logudorese

Claudia Crabuzza canta Grazia Deledda. La cantautrice che ha raccolto l'eredità del canto catalano algherese rende omaggio, in italiano e in sardo logudorese alla grande scrittrice. Undici brani restituiscono atmosfere, respiro, colori della scrittura del Premio Nobel. In uscita per Squilibri editore il 2 dicembre, il cd- book "Grazia, la madre" rimanda, nel titolo, a uno dei dieci romanzi trasposti in musica tra cui anche "L' edera", Canne al vento", "L' incendio nell' uliveto", "Elias Portolu", rivisitati nei titoli e nei testi. L' 11° traccia, "Filos de Prata" è una poesia di Paolo Pillonca, "Omaggio alla donna che mantiene tutta la sua bellezza pur con l' argento nei capelli", spiega all'ANSA Claudia Crabuzza.
    Nell'album emerge la voce dal timbro intenso e naturalmente espressivo della cantautrice algherese, premio Tenco nel 2016.
    "La voce invecchia come il corpo - spiega l'artista - il mio lavoro punta a valorizzare queste trasformazioni dell' età che portano nuovo valore, senza sottrarre, semmai arricchire di nuove sfumature. Importante non è tanto la tecnica quanto l'emozione che la voce riesce a trasmettere. Questo mi hanno insegnato le mie maestre Violeta Parra e Chavela Vargas".
    Firmano musiche e arrangiamenti Andrea Lubino e Fabio Manconi, dei Chichimeca di cui Claudia è figura di spicco. Un album che dà vita al nuovo corso del gruppo con in primo piano voce e interpretazione, nel segno di un cantautorato e una ricerca raffinata e contemporanea di sonorità popolari che rimandano alla Sardegna. Testi e ideazione sono di Stefano Starace.
    Col cd- book, dove spiccano i dipinti di Narcisa Monni e gli storici scatti di Marianne Sin-Pfältzer, esce anche, visibile attraverso un qr code, il video singolo "Occhi morti" dove scorrono le immagini di "Itinerari deleddiani", documentario del 1962 di Remo Branca restaurato dalla Cineteca Sarda. "Grazia Deledda - spiega la cantautrice - è madre della cultura sarda anche per aver precorso i tempi, per l'innovazione e la modernità dello stile letterario, per la libertà della sua espressione artistica. Mi è particolarmente caro - aggiunge - il ritornello di 'La vite e il grano' che apre il disco. Mi accompagnano le voci di Rita Casiddu, Elisa Carta e Ilenia Romano. È un omaggio all'attenzione per la natura e per i temi di un'ecologia ante litteram presenti nell'opera di Grazia Deledda. Recita così: 'Sii gentile con la vite e il grano. Il sangue e la carne della terra".

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