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'La vita è una danza' ed è piena di piacere

In sala la commedia di Klapisch con Marion Barbeau

Una commedia sulla danza classica oltre gli stereotipi, soprattutto quello che vede i ballerini sempre in preda al sacrificio, del corpo e dell'anima, e pronti ad accettare il dolore quando arriva. Il regista francese Cédric Klapisch non la pensa affatto così e lo dimostra con LA VITA È UNA DANZA, in sala dal 6 ottobre con BIM Distribuzione, una commedia raffinata e colta dove estetica ed etica si tengono per mano e con protagonista la prima ballerina dell'Opéra di Parigi Marion Barbeau nei panni di Élise.
    "Non condivido quel lato oscuro e doloroso che spesso associamo al mondo della danza - dice il regista de L'APPARTAMENTO SPAGNOLO -. Per molte persone, infatti, la danza classica è associata all'idea di sofferenza. C'è ovviamente del vero in questo: i corpi dei ballerini soffrono come quelli dei grandi atleti. Non nego i sacrifici che il ballo richiede. Ma ho preferito focalizzarmi più sull'idea della passione che del sacrificio. Non si può essere ballerini senza essere focalizzati sulla vita, perché ballare è soprattutto uno dei suoi piaceri".
    Che storia racconta LA VITA È UNA DANZA? Quella di Élise, promettente ballerina di danza classica che vive nella capitale francese insieme a Julien, suo fidanzato, anche lui ballerino.
    Dopo aver scoperto che il ragazzo la tradisce, Élise ha un grave infortunio che sembra compromettere per sempre la sua carriera.
    L'aiuto che le arriva da Yann (François Civil) suo fisioterapista innamorato di lei, e dalla sua famiglia, composta da due sorelle e un padre avvocato molto distratto (Denis Podalydès) non le basta per risorgere.
    Élise si ritroverà, aiuto cuoca, in un centro di artisti in Bretagna gestito da Josiane (Muriel Robin) per intraprendere un cammino lento e costante verso la guarigione fisica ed emotiva.
    Per lei anche un nuovo amore, Mehdi (Mehdi Baki).
    "La storia del film si basa su un'idea di ricostruzione e rinascita, con l'idea che ci sia bisogno di andare verso qualcosa di positivo e solare, qualunque siano gli sforzi per raggiungerlo. Potrei dire prevedibilmente che è un film sulla vita, - dice ancora il regista - un film sul piacere profondo di chi balla e che nutre questo desiderio di elevarsi, di superarsi." "Élise ha le caratteristiche tipiche di una ballerina - spiega infine la bravissima protagonista Marion Barbeau - È una combattente, una persona fortissima che si è costruita una corazza dopo la morte della madre. Ma il suo infortunio le insegnerà anche a domare le sue debolezze e a convivere con le sue fragilità. Questo è ciò che ho amato di più nella sceneggiatura: il fatto che Élise non si senta mai dispiaciuta per se stessa, nonostante quello che le succede." Frase cult del film quella che la madre le aveva detto prima di morire: "Approfitta di tutte le vite che la vita ti darà".

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