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Afghanistan: esce in Italia storia segreta della guerra

con Newton Compton in libreria Dossier WP su 20 anni di scandali

(di Alessandra Baldini) (ANSA) - NEW YORK, 04 SET - ll presidente George W. Bush non conosceva il nome del suo comandante in Afghanistan e non voleva trovare il tempo per incontrarlo. Il capo del Pentagono Donald Rumsfeld, per sua stessa ammissione, non aveva "alcuna visione su chi erano i cattivi". Queste e altre rivelazioni scottanti sulla scia del disastroso ritiro americano dall'Afghanistan arrivano anche in Italia. "The Afghanistan Papers" del giornalista investigativo del Washington Post Craig Whitlock sara' pubblicato il 30 settembre da Newton Compton col titolo "Dossier Afghanistan. La storia segreta della guerra". Il libro e' uscito negli Usa il 31 agosto ed ha subito suscitato polemiche perche' mette sul banco degli imputati tre presidenti - oltre Bush anche Barack Obama e Donald Trump - e i vertici militari e dell'intelligence. Whitlock, tre volte finalista ai Pulitzer, racconta una storia sconcertante per i paralleli con la guerra del Vietnam tanto che gli "Afghanistan Papers" sono stati subito paragonati ai Pentagon Papers che Washington Post e New York Times ottennero dalla talpa Daniel Ellsberg e che servirono a sbugiardare la versione rosea del Pentagono sull'andamento del conflitto nelle giungle di Indocina. Cosi' come i 'Pentagon Papers' cambiarono la percezione del Vietnam da parte del pubblico, il "Dossier Afganistan" contiene rivelazioni sorprendenti ddi centinaia di insider che hanno avuto un ruolo diretto nella guerra. vengono cosi' a galla le bugie utilizzate per giustificare un conflitto senza fine. Dal 2001 oltre 775 mila militari Usa sono stati impiegati in Afghanistan, molti ripetutamente. Di questi 2.300 sono morti e oltre 20 mila sono rimasti feriti.
    Il racconto di "Dossier Afghanistan" si basa su documenti top secret e interviste con centinaia di persone che sapevano che il governo degli Stati Uniti stava presentando una versione distorta, e talvolta completamente inventata, dei fatti. I documenti erano frutto di un progetto federale commissionato per capire le cause del falimento della piu' lunga guerra della storia americana. "Parlavano francamente perche' pensavano che le loro dichiarazioni non sarebbero mai diventate pubbliche", spiega Whitlock che ha impiegato tre anni per ottenere il materiale usando il Freedom of Information Act. A differenza del Vietnam e dell'Iraq, l'invasione americana dell'Afghanistan dopo l'11 settembre 2001 ebbe inizialmente sostegno quasi unanime da parte dell'opinione pubblica.
    All'inizio, gli obiettivi erano chiari: sconfiggere al-Qaeda e prevenire il ripetersi di attacchi terroristici. Tuttavia, dopo soli due anni e dopo la rimozione dei Talebani dal potere, la missione prese un'altra strada, lasciando l'esercito americano impantanato in un conflitto di guerriglia impossibile da vincere. Nessun presidente volle ammettere il fallimento: al contrario, Bush, Obama e Trump continuarono a inviare truppe affermando che si stavano facendo progressi pur sapendo che non c'erano prospettive realistiche di vittoria. (ANSA).
   

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