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Ben Jelloun pittore, "dipingere è gioia e luce"

In mostra ad Erice dodici tele dello scrittore Premio Goncourt

La pittura è "gioia, luce" per Tahar Ben Jelloun che ci fa scoprire la sua anima di artista nelle dodici tele esposte alla mostra "Erice un posto unico al mondo", alla Torretta Pepoli fino al 4 novembre 2023. Sono opere astratte, colorate, in tecnica mista, in alcune sono incollate parole ritagliate dai giornali, realizzate dallo scrittore e poeta Premio Goncourt tra il 2010 e il 2011. Un linguaggio a lungo inesplorato che, nel 2014, insieme ad altri artisti lo ha portato fino a Lipari, con una installazione permanente nell'ala dedicata all'arte contemporanea del Parco Archeologico delle Eolie. "Ho preso anche l'abitudine di scrivere qualche poema sui quadri per ricordare che sono uno scrittore. Che faccio poesia e pittura" dice all'ANSA Ben Jelloun che è in partenza per l'Italia dove sabato 24 settembre ritirerà il Premio Internazionale Letterario Camaiore per la poesia. "Per me è importante la poesia, ho cominciato così. La poesia è la richiesta di libertà" dice. "Da bambino preferivo disegnare che scrivere. Ho sempre fatto dei disegni senza importanza. E' stato Lorenzo Zichichi a convincermi che potevo dipingere, unendo la pittura al mestiere di scrittore. Per lavorare al meglio, nell'estate del 2010, sono arrivato in Sicilia dove, prima ad Agrigento e poi ad Erice, ho realizzato le mie prime grandi tele. La pace e la tranquillità, i colori, l'atmosfera regale nella quale vivevo e la luce che cangiava tra sole e nuvole in piena estate, mi hanno molto ispirato" racconta l'autore di 'Creature di sabbia' e 'Il razzismo spiegato a mia figlia'.
    "Sento che adesso devo prendere la pittura seriamente e lavorare con molta costanza. Le mie tele sono astratte, i segni sono come la calligrafia delle parole arabe. Ho scritto molti libri, parlano del dolore del mondo, del razzismo, della condizione della donna, dei problemi degli immigrati" sottolinea. Delle proteste in Iran per la morte di Mahsa Amini, uccisa perché non indossava correttamente il velo, Ben Jelloun sottolinea: "l'Iran è una dittatura da sempre. Adesso la reazione del popolo è fortissima e tutto il mondo deve sostenerla, lasciare da parte gli interessi". Lo scrittore non si ferma. "faccio entrambe le cose: scrivo e dipingo" dice. Al momento Ben Jelloun non sta lavorando a un nuovo libro, ma è in arrivo per La nave di Teseo, probabilmente nel 2023, 'Il colore della parola' che racconta proprio il suo "viaggio tra la scrittura e la pittura. E' autobiografico, parla del rapporto con il colore, le opere pittoriche e i libri". Grato ad Erice che gli ha fatto intraprendere la strada della pittura e "quanto mai felice" che alcune delle sue opere, realizzate proprio in Italia, siano oggi esposte nella Torretta della Pace, "parola, quest'ultima, indispensabile al benessere dell'uomo", Ben Jelloun annuncia che ci sarà una sua mostra ad aprile 2023 al Museo San Salvatore a Roma.
    'Erice un posto unico al mondo' è introdotta da un volo di colombe che dal Castello di Venere punteggia il sentiero che conduce alla Torretta Pepoli. Un'installazione curata da Studio PLS - collettivo di artisti e artigiani di Erice - per ricordare ai visitatori la vocazione e l'appellativo di "Erice, città della Scienza e della Pace". 
   

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