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Zacchetti/Zonta, Procurement Rievolution

Perché la 'vecchia' funzione acquisti oggi è settore strategico

LORENZO ZACCHETTI/FABIO ZONTA, PROCUREMENT RIEVOLUTION. PERCHE' IL CHIEF PROCUREMENT OFFICER E' OGGI UNA DELLE FUNZIONI PIU' STRATEGICHE PER L'AZIENDA (Franco Angeli, pp.124, 19 euro)

La crisi degli approvvigionamenti ci ha costretto ad aprire gli occhi: non si tratta semplicemente di acquistare un bene al miglior prezzo, ma di "governare l'ingovernabile". Alla luce dei profondi stravolgimenti socio-politici oltre che climatici, il procurement, la "vecchia" direzione acquisti, oggi è un settore fondamentale e da "rivoluzionare", il cui funzionamento è necessario comprendere a fondo a ogni livello, dalle multinazionali alle piccole medie imprese fino al consumatore. E' questa la tesi da cui parte Lorenzo Zacchetti, autore con Fabio Zonta del libro "Procurement Rievolution. Perché il Chief Procurement Officer è oggi una delle funzioni più strategiche per l'azienda", edito da Franco Angeli. Scritto in modo fruibile e accessibile, il libro non è un manuale tecnico, ma una guida pratica alla portata di tutti coloro che vogliono capire il sistema degli approvvigionamenti sia a livello delle economie globali che di quelle locali e il ruolo cruciale e delicato del Chief Procurement Officer.

"Sembra un azzardo, ma che uno debba comprare una risma di carta per l'ufficio o il gas da Putin il meccanismo è lo stesso. Il punto è sempre la valutazione del rischio, di tutti i rischi", ha detto Zacchetti in un'intervista all'ANSA, "ora con la Russia trovare una via d'uscita è complesso, perché qualunque strada alternativa richiede anni. All'epoca sono state fatte scelte solo valutando la convenienza economica, ma non certo l'elemento politico. Questo modo di gestire i rapporti con i fornitori è figlio di un'altra epoca. Se ti rendi dipendente da un unico fornitore, ti esponi a un rischio enorme: finché ci sei amico va tutto bene, ma se le cose cambiano poi ti ritrovi ad accettare il prezzo che ti fa lui. Per quanto riguarda la crisi russo-ucraina, sul tema dell'approvvigionamento energetico si potevano fare dei passi già dal 2014 perché non era impossibile immaginare che la situazione potesse degenerare. E si sarebbe dovuto anche ragionare diversamente a livello europeo, ma gli Stati purtroppo si sa, agiscono sempre pensando autonomamente".

Sia nelle grandi aziende che nelle piccole e medie quale approccio va seguito? "Il meccanismo è lo stesso, per i piccoli e per i grandi. Il procurement, proprio perché strategico, va affrontato in modo trasversale, non solo pensando a spendere meno. Serve una visione olistica: bisogna compiere un salto in avanti culturale", prosegue l'autore, "lo abbiamo capito con il covid, ora con la guerra. Chi si occupa del procurement ha una funzione delicata, deve tenere conto dell'economia, dei fattori di rischio e degli elementi strategici: acquistare fuori un bene o produrlo dentro l'azienda, trovare un fornitore che diventi anche partner, differenziare e creare alternative. Non serve sapere fare una trattativa da suk, ma sedersi attorno a un tavolo per creare nuove competenze, margini di miglioramento e prospettive di ampliamento". 

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