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'Il ritorno degli imperi', il nuovo libro di Maurizio Molinari

Analisi del nuovo scacchiere geopolitico, 18 ottobre per Rizzoli

MAURIZIO MOLINARI, 'IL RITORNO DEGLI IMPERI -COME LA GUERRA IN UCRAINA HA STRAVOLTO L'ORDINE GLOBALE' (RIZZOLI, PP 256+ 4 MAPPE A COLORI, EURO 20,00)

Arriva in libreria il 18 ottobre per Rizzoli 'Il ritorno degli imperi' in cui il direttore del quotidiano 'la Repubblica', Maurizio Molinari, mostra come la guerra in Ucraina abbia stravolto l'ordine globale e spiega la portata dei mutamenti a cui stiamo assistendo e la minaccia che incombe sulla sicurezza di tutti noi, europei in primis. L'aggressione russa in Ucraina è il risveglio della Storia, che riporta sul palcoscenico la più antica delle ambizioni, quella della creazione di un impero. Molinari, tra i massimi esperti di geopolitica e relazioni internazionali, nel libro, in cui utilizza anche lo strumento delle mappe, fa un'analisi approfondita della nuova carta geografica degli equilibri fra potenze, con quattro grandi attori - Russia, Unione Europea, Stati Uniti e Cina - per i quali, scrive, "si può rispolverare la definizione di imperi, reali o potenziali" in lotta per la leadership mondiale. L'invasione russa dell'Ucraina è il momento di frattura dell'ordine internazionale scaturito dalla fine della Guerra fredda.

"Appare evidente quanto sia importante per le democrazie occidentali non limitarsi a rafforzare le proprie alleanze ma anche cercare altrove nuovi partner. Non solo aprendo le porte a chi vuole aderire o invitando attorno al tavolo per la prima volta un premier giapponese, australiano, neozelandese o sudcoreano, ma anche contendendo a Cina e Russia la partnership privilegiata con le maggiori nazioni del Sud del mondo. Per l'Unione Europea, ciò implica trovarsi al centro di una competizione formidabile perché la sfida globale fra Russia, Cina e Stati Uniti si svolge in misura determinante sul suo territorio, e ha in palio proprio le risorse europee. La Russia non può avere il suo nuovo impero senza rosicchiare territorio e frontiere all'Est europeo, così come la Cina non può costruire la sua Nuova Via della Seta senza attraversare il Mediterraneo, l'Eurasia e raggiungere le coste dell'Atlantico. Ma anche gli Stati Uniti non possono realizzare la Comunità delle democrazie, come anche la Nato globale, senza il cruciale contributo degli alleati del Vecchio Continente. Sta all'Unione Europea pertanto decidere come collocarsi, puntando a difendere i propri interessi ed estendere gli orizzonti politici. E nel farlo non può non prendere in considerazione l'ipotesi di diventare essa stessa il quarto grande attore globale del nuovo risiko fra gli imperi del XXI secolo" spiega Molinari nell'introduzione al libro che sarà presentato il 18 ottobre alle 18.30 al Tempio di Adriano a Roma, in dialogo con Carlo Calenda, Marco Minniti e Antonio Tajani, moderati da Alessandra Sardoni, in un evento a ingresso libero libero con prenotazione obbligatoria all'indirizzo eventi.rizzoli@rizzolilibri.it.

Il conflitto in Ucraina non costituisce solo il ritorno della guerra nel Vecchio Continente, ma offre una rappresentazione drammatica della sfida tra democrazie e autocrazie. Nella consapevolezza che quelli a venire saranno anni difficili e di tensione crescente, per far fronte a una minaccia che tutti, leader e opinioni pubbliche, hanno il dovere di comprendere per poter poi disinnescare. 

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