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ANSA/Libro del giorno: Gottshall, lato oscuro delle storie

come salvare il mondo dalle narrazioni negative

(di Elisabetta Stefanelli) (ANSA) - ROMA, 11 NOV - JONATHAN GOTTSCHALL, 'IL LATO OSCURO DELLE STORIE' (Bollati Boringhieri, PP. 261, Euro 24,00).
    ''La domanda più urgente che dobbiamo porci ora non è la retorica : ''Come possiamo cambiare il mondo attraverso le storie?'' , ma ''Come possiamo salvare il mondo dalle storie?''.
    Lo scrive Jonathan Gottschall in uno dei libri più affascinanti letti negli ultimi anni, ''Il lato oscuro delle storie'', ovvero ''come lo storytelling cementa le società e talvolta le distrugge''. Ha raccontato Gottschall - in un'intervista al Domani di Daniele Rielli che mi sarebbe tanto piaciuto scrivere - che gli venne in mente questo libro ''dopo aver partecipato ad una veglia funebre nell'autunno del 2018 a Pittsburg''. Decise di farlo perchè un suo concittadino ''era caduto dentro un vortice di informazioni complottiste'', ovviamente false, che lo avevano portato a compiere una strage: ''ha ucciso 11 persone e lo ha fatto perchè viveva dentro una storia vecchia e molto stupida sulla malvagità degli ebrei''. Ma poi una volta deciso di scrivere un libro ''sull'oscuro potere delle storie di plasmare le nostre menti in modi di cui non sempre siamo in grado di renderci conto'', si è perso in una ricerca troppo vasta che spaziava in ''duemila e quattrocento anni di studi su Repubblica di Platone, gli orrori della tratta atlantica degli schiavi, i bizzarri attacchi di panico collettivi per il lavaggio del cervello alla metà del secolo scorso, l'esilarante ascesa di QAnon e del terrapiattismo, l'epidemia delle sparatorie di massa, profonde immersioni nei processi artistici di alcuni dei migliori (e peggiori) scrittori del mondo, lo sviluppo della realtà virtuale, la polarizzazione della società americana lungo linee narrative estremamente demarcate, insieme a risme di ricerche su come i nostri cervelli modellano le storie e al tempo stesso ne sono modellati''. L'autore al tema aveva già dedicato ''L'istinto di narrare. Come le storie ci hanno reso umani (2014 e 2018), ma il clima pandemico ovviamente ha segnato il suo sguardo ottimistico sul potere del racconto che è consunstanziale all'essere umano, ne è stessa sostanza. In una chiamata avventurosa Gottshall chiede di fare ognuno la nostra parte per discernere il bene dal male, esercizio quotidiano nel caos magmatico dell'infosfera in cui siamo inesorabilmente immersi. Per non rimanere vittime del potere negativo dell'immaginario che noi stessi siamo capaci di creare.
    Un immaginario che prima univa ed ora divide in un mondo della post-verità che è denso di certezze granitiche e in cui la violenza è così alta che non esiste più. Una prospettiva spaventosa, scrive Gotthall, di nuovo Medioevo. (ANSA).
   

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