• Intesa Sanpaolo: Banca dei Territori vicina alle famiglie e alle pmi

Intesa Sanpaolo: Banca dei Territori vicina alle famiglie e alle pmi

Dopo fusione con Ubi presenta nuova struttura della divisione

La Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo nella sua nuova struttura ha tra gli obiettivi il rilancio della fiducia delle Pmi con investimenti verso digitalizzazione, transizione ecologica, internazionalizzazione e sistemi di filiera; sostenere la ripartenza accompagnando famiglie e giovani nelle scelte immobiliari, di protezione e di gestione del risparmio; estendere i servizi digitali e multicanale evoluti a supporto dei clienti. E' quanto emerso nel corso della presentazione della nuova struttura della Banca dei Territorio nel corso di un incontro in streaming.

 

 

 

Il contesto in cui si inserisce il ruolo della Banca dei Territori è stato illustrato da Gregorio De Felice, capo economista e responsabile della Direzione Studi e Ricerche del Gruppo Intesa Sanpaolo: l'economia italiana potrà contare su una ritrovata competitività, con un diffuso guadagno di quote di mercato dei settori manifatturieri e nel balzo della propensione all'export.

In 5 mesi 20 miliardi a famiglie e pmi

La Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo ha effettuato nei primi 5 mesi dell'anno erogazioni a medio lungo termine per un valore di circa 20 miliardi di euro a favore di famiglie e imprese, con una crescita del 12% rispetto ai primi cinque mesi del 2020. Di questi, 11 miliardi sono stati erogati a Pmi e imprese piccolissime. Una parte significativa, pari al 30%, di queste erogazioni ha interessato le regioni del Sud del Paese, che costituiscono per il Gruppo un importante territorio nel quale sono in atto numerose iniziative per le circa 350 mila imprese clienti che includono 160 filiere e iniziative dedicate quali il supporto alle Zes e allo sviluppo dei distretti tecnologici. 

La Banca dei Territori punta su imprese e giovani

La Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo nella sua nuova struttura ha tra gli obiettivi il rilancio della fiducia delle Pmi con investimenti verso digitalizzazione, transizione ecologica, internazionalizzazione e sistemi di filiera; sostenere la ripartenza accompagnando famiglie e giovani nelle scelte immobiliari, di protezione e di gestione del risparmio; estendere i servizi digitali e multicanale evoluti a supporto dei clienti. Il contesto in cui si inserisce il ruolo della Banca dei Territori è stato illustrato da Gregorio De Felice, capo economista e responsabile della Direzione Studi e Ricerche del Gruppo Intesa Sanpaolo: l'economia italiana potrà contare su una ritrovata competitività, con un diffuso guadagno di quote di mercato dei settori manifatturieri e nel balzo della propensione all'export

 

Barrese, più vicini a famiglie e imprese per ripresa

 "Con il completamento dell'integrazione di Ubi, la migrazione della sua clientela e l'ingresso dei nuovi colleghi siamo ancora più vicini a famiglie e imprese per compiere insieme il percorso fondamentale di ripresa post Covid e per partecipare alla realizzazione del Pnrr in virtù dell'impegno delle quasi 50 mila persone della Banca dei Territori". Lo ha detto il responsabile della Banca dei Territori, Stefano Barrese, nel corso della presentazione della nuova struttura della Divisione di Intesa Sanpaolo.

"Grazie alla competitività - aggiunge - e al dinamismo di 1,2 milioni di eccellenze imprenditoriali che vediamo crescere e che affianchiamo nei loro progetti, la nostra economia sarà di nuovo in grado di realizzare un forte recupero dei valori di Pil ed export per riportare il nostro Paese ai vertici delle economie internazionali. A tutte queste imprese Intesa Sanpaolo sta dedicando nuovi strumenti di intervento finanziario e di consulenza, per favorirne - anche attraverso la creazione di nuove filiere - il percorso nell'innovazione, nell'internazionalizzazione e nel raggiungimento di quei parametri di sostenibilità e di impatto necessari per assicurare una crescita costante nel futuro. Il nostro Gruppo prosegue infatti nella costituzione di nuovi processi di filiera e del rafforzamento qualitativo di quelli in essere, strategia di cui rivendichiamo la primogenitura nel 2015 e che oggi viene diffusamente considerata come base essenziale per il rilancio dell'economia del Paese anche nell'ambito del Pnrr". 

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