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Iran, pugno di ferro contro la nuova ondata di proteste

Le Guardie della rivoluzione, sconfiggeremo il fronte dei nemici, i rivoltosi saranno impiccati presto. Sciopero di tre giorni in tutto il paese

 Il corpo paramilitare dei "basij, la polizia e le forze di sicurezza non esiteranno a fronteggiare duramente i rivoltosi, i criminali armati e i terroristi che sono stati assoldati dai nemici". Lo si legge in una dichiarazione delle Guardie della rivoluzione iraniana mentre è in corso in molte città del Paese il primo dei tre giorni di sciopero indetto da attivisti nell'ambito delle proteste anti governative in corso da quasi tre mesi nel Paese. "Dopo la sconfitta della nuova sedizione, creata dai nemici, il sistema sacro della Repubblica islamica continuerà con forza a realizzare la sua causa e sconfiggerà il fronte unito dei nemici", si legge nella dichiarazione.
    Nei mesi scorsi si sono già verificati duri scontri tra le forze di sicurezza e i manifestanti scesi in pizza in varie città iraniane dopo la morte di Mahsa Amini, la 22enne che ha perso la vita dopo essere stata arrestata perché non portava il velo in modo corretto. Secondo i dati dell'agenzia degli attivisti dei diritti umani iraniani Hrana, da quando le dimostrazioni sono iniziate, negli scontri hanno perso la vita almeno 471 persone, tra cui 64 minori e 61 membri delle forze di sicurezza, mentre gli arrestati sono oltre 18mila. 

Lo sciopero è stato attuato nella capitale Teheran ma anche a Sanandaj, Isfahan, Bushehr, Shiraz, Kerman, Ardebil, Mahabad, Orumiyeh, Kermanshah e altre città. Gli scioperi hanno coinvolto anche autotrasportatori e alcuni lavoratori degli impianti petrolchimici di Mahshahr e delle acciaierie di Isfahan. Dimostrazioni e boicottaggio delle lezioni si sono visti anche in vari atenei iraniani, a due giorni dal 7 dicembre, quando in Iran si festeggia il "giorno dello studente" e il presidente Ebrahim Raisi ha in programma di tenere un discorso in una una delle università del Paese.

"I rivoltosi, condannati a morte per 'Muharebeh' o 'Fesad fel arz' ('Guerra contro Dio e Corruzione sulla Terra', due capi d'accusa della legge islamica iraniana) saranno impiccati presto": Lo ha detto il capo della magistratura iraniana Gholamhossein Ejei, secondo quanto riporta l'Irna, riferendosi a un gruppo di persone arrestate durante proteste dopo la morte di Mahsa Amini. "Sono state emesse anche alcune altre sentenze di reclusione a lungo termine", ha aggiunto avvertendo che coloro che provocano la rivolta popolare o incoraggiano altri a scioperare, saranno presto convocati.

"Niente indica" che la situazione delle donne in Iran migliorerà dopo l'inaspettato annuncio dell'abolizione della polizia morale. Lo ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato Usa. "Sfortunatamente, non ci sono prove che i leader iraniani stiano migliorando il modo in cui trattano donne e ragazze o fermando la violenza che infliggono a manifestanti pacifici", ha detto il portavoce, rifiutandosi di "commentare affermazioni ambigue o vaghe" del potere iraniano.



   

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