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>ANSA-INTERVISTA/ 'Italia-Gb, fra nuove sfide e valori comuni'

Ambasciatore Trombetta:'Londra in linea con l'approccio europeo'

(di Alessandro Logroscino) (ANSA) - LONDRA, 17 MAG - Approdato a Londra in veste di ambasciatore d'Italia alla Corte di San Giacomo per affrontare le sfide del dopo Brexit, Raffaele Trombetta, napoletano, 62 anni, si è ritrovato poi a gestire i rapporti diplomatici e i profondi legami con il Regno Unito sotto il segno di scossoni epocali di portata globale quali l'emergenza Covid e, a seguire, l'invasione russa dell'Ucraina che insanguina l'Europa.
    Un'esperienza tuttora in corso, su cui ha accettato di tracciare un punto in risposta ad alcune domande dell'ANSA.
    1. Gli effetti della pandemia e la tragica guerra in Ucraina sembrano destinati a sfumare, se non ad assorbire, buona parte degli attesi contraccolpi della Brexit nel Regno dietro l'ombra d'incognite planetarie ancor più gravi, d'un cambiamento dei paradigmi internazionali, d'un rimescolamento delle carte in seno allo stesso fronte delle democrazie occidentali. Cosa cambia per il governo di Boris Johnson, e per l'Italia nelle relazioni con Londra? R. "Il governo britannico ha saputo rispondere efficacemente alla pandemia e in seguito prestare il proprio contributo alla guerra in Ucraina, ponendosi di fatto in linea con l'approccio europeo ai due eventi. Unirsi alle sanzioni europee è stato in particolare significativo, soprattutto in relazione all'importante volume d'affari tra UK e Russia. L'impatto della pandemia e quello del conflitto ucraino - o più in generale la situazione d'incertezza e instabilità nel panorama internazionale - hanno in un certo senso attutito quelle che si credeva sarebbero state le conseguenze più dure della Brexit.
    Roma e Londra continuano intanto il proprio percorso di collaborazione ed alleanza sulla base dei valori comuni - democrazia, diritti umani, libertà dell'individuo, sistema economico liberale - ma l'Italia seguiterà al contempo a ribadire con forza l'impegno nel progetto europeo: ferma restando l'importanza di un quadro di armonia tra UK e Ue".
    2. Al netto delle emergenze attuali, che spazio c'è oggi per l'ordinaria amministrazione nelle relazioni bilaterali e quali sono le nostre priorità rispetto a un Paese amico che è ormai fuori dal club dei 27, ma con il quale i legami restano strettissimi nell'interscambio economico e di persone, oltre che in vari forum? R. "Nel dopo Brexit si è aperta una fase dei rapporti tra i due Paesi che, pur nella centralità dei nostri impegni nel quadro europeo, non impedisce una convinta cooperazione su sostenibilità, sviluppo, innovazione, scambi commerciali, adesso anche nel comune sostegno a tutto campo all'Ucraina. Per l'Italia rimangono del resto nodali alcune grandi linee di azione: la tutela della nostra grandissima collettività, concentrata a Londra ma presente in maniera capillare in tutto il Regno; il sostegno alle imprese italiane che operano oltremanica, che Brexit ha messo in una posizione nuova; le azioni a sostegno del mondo accademico, con un occhio di riguardo all'estesa comunità di nostri docenti, ricercatori, studenti".
    3. Lo sganciamento dell'isola da Bruxelles ha determinato fra le altre cose un cambiamento nella politica britannica in materia d'immigrazione: con la fine della libertà di movimento dai Paesi Ue - Italia compresa - per motivi di lavoro o di studio; ma anche nuove opportunità per profili professionali qualificati. Quale impatto rileva per gli italiani, giovani in primis? R. "In base a dati recenti, nel 2021 il numero di domande d'ammissione di studenti europei alle Università britanniche è sceso del 40%. È ragionevole presumere che tra le cause di questo declino significativo ci sia proprio la Brexit ed i conseguenti aumenti delle rette universitarie per i cittadini Ue, oltre alle difficoltà legate alle procedure d'acquisizione dei visti. Dai contatti che ho con i principali atenei britannici, questo è uno dei temi preoccupa anche loro, assieme alla negoziazione sulla partecipazione al programma di ricerca EU Horizon Europe, maggior canale di finanziamento europeo. La cooperazione in ambito accademico in ogni caso continua a mantenere un ruolo centrale: le prime 14 università italiane producono tuttora in media il 12,9% delle pubblicazioni in collaborazione col Regno Unito".
    4. Un'ultima domanda. Nel 2022, fra tanti venti di tempesta, Elisabetta II celebra il Giubileo di Platino dei suoi 70 anni di regno ancora come di punto di riferimento, per i britannici e non solo. Quali sentimenti e auspici sente di esprimere? R. "La regina Elisabetta è un punto di riferimento per il Regno Unito e per tutto il mondo occidentale. Nelle occasioni in cui ho avuto il privilegio d'incontrarla, ad esempio durante la cerimonia di presentazione delle lettere credenziali, sono rimasto colpito dalla sua capacità di mettere con semplicità a proprio agio l'interlocutore: tratto che, a mio modo di vedere, è tipico di chi gode di un'innata autorevolezza. Questo settantesimo anniversario è un fatto unico, un'occasione speciale per guardarsi indietro e riflettere. Essendo mia moglie inglese, mi sento particolarmente legato a questo Paese e non nascondo che in casa si respira la solenne particolarità del momento. L'auspicio è poterla vivere con serenità". (ANSA).
   

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