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Usa, rapita a 2 anni nel 1971 e ritrovata grazie al Dna 

La famiglia riabbraccia Melissa, portata via dalla babysitter 

Miracolo di Natale anticipato per una famiglia del Texas che ha potuto riabbracciare dopo 51 anni la figlia rapita quando aveva solo 21 mesi da una donna che si era spacciata per babysitter. L'incredibile storia è iniziata nella città di Forth Worth nel 1971 e si è conclusa con un finale degno di Hollywood lo scorso weekend in South Carolina con l'incontro tra Melissa Highsmith, i suoi genitori e i suoi fratelli e sorelle. La donna non aveva neanche due anni quando la madre Alta Apantenco, single e con pochi mezzi, decise di mettere un avviso sul giornale alla ricerca di una babysitter che si potesse occupare della figlia quando era al lavoro. Una donna rispose all'annuncio e qualche giorno dopo si presentò per prendere Melissa senza che la madre l'avesse mai incontrata prima. Neanche quel giorno, che segnerà per sempre la vita della bambina e della sua famiglia, Alta poteva essere presente così decise di affidare la piccola alla sua coinquilina che la consegnò alla babysitter. Da quel momento delle due si persero le tracce. La famiglia non ha mai smesso di cercare Melissa e ogni anno, il giorno del suo compleanno, le ha organizzato una piccola festa con tanto di torta e palloncini. Una ricerca spasmodica tutte sulle loro spalle, come ha sottolineato una delle sorelle, Sharon. "L'abbiamo ritrovata solo grazie al test del Dna, certo non per merito della polizia o dell'Fbi né degli agenti privati assunti in questi anni", ha rivendicato. La svolta lo scorso settembre, quando la famiglia ha ricevuto un messaggio anonimo che la figlia perduta si trovava a Charleston, in South Carolina, a quasi 2.000 chilometri dal luogo in cui fu rapita. Lì è cresciuta con il nome di Melanie Walden e lì si è ricongiunta con la madre, il padre Jeffrie e due dei suoi quattro fratelli dopo che un test del Dna ha certificato che si trattava proprio di lei. Incredibile la gioia di Alta che in questi anni, oltre al terribile senso di colpa, ha dovuto subire insinuazioni e accuse di aver ucciso la figlia. "Mia madre ha fatto ciò che poteva con le risorse limitate che aveva. Non poteva rischiare il posto di lavoro e si è fidata della persona che le aveva assicurato che si sarebbe presa cura della figlia", ha spiegato Sharon. Melissa si è detta "sopraffatta" da quello che è successo ma che "è l'emozione più bella del mondo". Ha anche rivelato di aver avuto un'infanzia difficile e di essere scappata di casa a 15 anni. "Non mi sono sentita amata da bambina", ha raccontato. "La mia infanzia è stata piena di abusi, sono scappata, ho vissuto per strada. Ho fatto quello che dovevo fare per sopravvivere", ha detto ancora Melissa, che ora sogna di risposare suo marito così che suo padre la possa accompagnare all'altare. La vicenda straordinaria lascia molte domande. Intanto non è chiaro se la donna che ha cresciuto la bambina sia la stessa che l'ha rapita 51 anni fa. E se non è la stessa, che fine ha fatto la sedicente babysitter? Il reato è ormai prescritto ma la polizia di Fort Worth ha assicurato che continuerà a indagare.

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