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Ucraina: Papa, serve conversione che smilitarizzi cuori

Il pontefice: 'Come fossero nipoti, custodiamo i piccoli dell'Ucraina'

"Il mondo vive un tempo di dura prova, segnato prima dalla tempesta inaspettata e furiosa della pandemia, poi da una guerra che ferisce la pace e lo sviluppo su scala mondiale". Lo scrive il Papa nel Messaggio per la Giornata dei nonni (24 luglio). "Non è casuale -sottolinea- che la guerra sia tornata in Europa nel momento in cui la generazione che l'ha vissuta nel secolo scorso sta scomparendo". Francesco sottolinea che ci sono anche "altre forme diffuse di violenza" e per questo "abbiamo bisogno di un cambiamento profondo, di una conversione, che smilitarizzi i cuori, permettendo a ciascuno di riconoscere nell'altro un fratello".

Il Papa, nel Messaggio per la Giornata dei nonni, che si celebrerà il 24 luglio, si rivolge agli anziani: "Noi, nonni e anziani, abbiamo una grande responsabilità: insegnare alle donne e gli uomini del nostro tempo a vedere gli altri con lo stesso sguardo comprensivo e tenero che rivolgiamo ai nostri nipoti. Abbiamo affinato la nostra umanità nel prenderci cura del prossimo e oggi possiamo essere maestri di un modo di vivere pacifico e attento ai più deboli. La nostra, forse, potrà essere scambiata per debolezza o remissività, ma saranno i miti, non gli aggressivi e i prevaricatori, a ereditare la terra".

"Uno dei frutti che siamo chiamati a portare - dice il Pontefice parlando agli anziani - è quello di custodire il mondo. Siamo passati tutti dalle ginocchia dei nonni, che ci hanno tenuti in braccio; ma oggi è il tempo di tenere sulle nostre ginocchia, con l'aiuto concreto o anche solo con la preghiera, insieme ai nostri, quei tanti nipoti impauriti che non abbiamo ancora conosciuto e che magari fuggono dalla guerra o soffrono per essa. Custodiamo nel nostro cuore, come faceva San Giuseppe, padre tenero e premuroso, i piccoli dell'Ucraina, dell'Afghanistan, del Sud Sudan…".

"Non ci si salva da soli, la felicità è un pane che si mangia insieme. Testimoniamolo a coloro che si illudono di trovare realizzazione personale e successo nella contrapposizione. Tutti, anche i più deboli, possono farlo: il nostro stesso lasciarci accudire, spesso da persone che provengono da altri Paesi, è un modo per dire che vivere insieme non solo è possibile, ma necessario", conclude il Papa. 
   

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