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Ciclismo: Longo Borghini vince Parigi-Roubaix donne

Campionessa d'Italia ha vinto per distacco la gara femminile

Due anni fa venne cancellata a causa della pandemia, nel 2021 si svolse in autunno e l'Italia si infiammò per l'impresa di un Sonny Colbrelli che vinse in nome e nel segno della fatica, coperto di fango. Ora la Parigi-Roubaix, regina della classiche del Nord, torna nella tradizionale collocazione in primavera e per i francesi che non la vincono dal 1997, quando s'impose Frederic Guesdon, continua ad essere una maledizione da sfatare. Ci riproveranno domani, lungo 257 chilometri (55 dei quali su tratti di pavé, compreso quello nella foresta di Arenberg) per arrivare nel velodromo della città del carbone. Intanto per l'Italia - che assente Colbrelli per i suoi problemi cardiaci punta tutto per un fantastico bis su Filippo Ganna, qui già vincitore nel 2016 da dilettante - arriva la gioia, che si spera sia anche un buon presagio, del successo di una grande Elisa Longo Borghini nella gara femminile: l'azzurra l'ha ottenuta nel modo più convincente, ovvero un imperioso allungo a 34 km dal traguardo che le ha permesso di andare a vincere per distacco e urlando dalla felicità nel velodromo di Roubaix. Ed è stato bello vederla vincere con addosso la maglia tricolore di campionessa d'Italia, un'altra emozione dopo quella di Colbrelli. Ottima quinta Marta Cavalli, che una settimana fa si era imposta nella Amstel Gold Race. "Pensare che non dovevo esserci - le parole della piemontese bronzo olimpico di Tokyo - e devo ringraziare la Trek Segafredo: avevo detto loro che non dovevano portarmi perché in questo inizio di stagione non avevo ottenuto bei risultati e invece loro hanno insistito, mi hanno dato fiducia dicendomi che ce l'avrei fatta e infatti avevano ragione"
   

Ora tocca agli uomini e l'attenzione in chiave italiana sarà tutta su Filippo Ganna, che non ha mai nascosto di puntare molte sue chance su questa prova, in vista quale ha svolto allenamenti specifici, anche in pista nel velodromo di Montichiari. A confortarlo c'è anche il fatto che qui ha compagni, come Van Baarle e Sheffield, che possono contribuire a lanciarlo, a meno che non lavorino per l'altro uomo di punta dell'Ineos, il polacco ex iridato Michal Kwiatkowski. Saranno gli sviluppi della corsa a stabilire su chi dovrà puntare questo team ritenuto il più forte. A contrastare Ganna ci saranno rivali del calibro di Mathieu Van der Poel, terzo l'anno scorso e favorito numero uno quest'anno, ruolo che non gradisce perché vorrebbe correre senza gli occhi di tutti addosso. Quest'anno ha vinto il Fiandre e se gli riuscisse quest'altra impresa, per lui il 2022 sarebbe già da incorniciare. Dovrà guardarsi da Wout Van Aert, il cui rientro in gara è stato 'rallentato' dai postumi del Covid ma il belga è uno che si disimpegna bene su tutti i terreni. "Negli allenamenti solo negli ultimi giorni ho potuto fare un po' di più .- dice Van Aert -. Purtroppo ciò che hai perso con l'inattività non puoi semplicemente recuperarlo. Sono un po' meno pronto ma è difficile dire quanto, specie quando sei abituato ad allenarti 365 giorni all'anno e all'improvviso devi fermarti". Altro aspirante alla doppietta è lo sloveno Matej Mohoric, che però dopo aver vinto la Milano-Sanremo potrebbe non essere più al top della forma. Condizione in cui, invece, sembrano essere Stefan Kung, Alexander Kristoff e l'ex campione del mondo Mads Pedersen, gente che non teme certo le insidie del cosiddetto 'Inferno del Nord'. Insomma, è un bel campo di partecipanti, che comunque non impedisce ai tifosi italiani di sognare un fantastico bis dopo il successo nel 2021 di Colbrelli: Ganna farà già gli scongiuri

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A cura di Intesa Sanpaolo