Restauro Cappella Brancacci, accordo per scrigno del '500

Opificio Pietre Dure stabilizzerà dipinti, si deteriorano

(ANSA) - FIRENZE, 14 MAG - Firmato l'accordo che dà il via libera al restauro della Cappella Brancacci, gioiello artistico della Chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, che custodisce preziosi affreschi di Masaccio, Masolino e Filippino Lippi. L'intesa, della durata di tre anni, tra Comune, Soprintendenza e Opificio delle pietre dure, prevede interventi di analisi e monitoraggio a cura della Soprintendenza, con il coinvolgimento del Cnr, e il successivo restauro vero e proprio a cura dell'Opificio sotto la supervisione di un comitato scientifico e grazie ad un gruppo tecnico che verranno costituiti ad hoc. Il restauro andrà a intervenire per stabilizzare il ciclo pittorico che presenta fenomeni di deterioramento emersi con un monitoraggio nel novembre del 2020.
    "I controlli - ha spiegato l'assessore alla cultura Tommaso Sacchi - hanno mostrato la necessità di intervenire per rimettere a nuovo il prezioso ciclo pittorico e insieme a Soprintendenza e Opificio cureremo nel miglior modo possibile questo importante museo civico".
    La Cappella fu fondata dalla famiglia Brancacci nel tardo Trecento, ma si deve al ricco mercante Felice Brancacci la commissione nel 1423 degli affreschi con le storie di San Pietro. L'ultimo restauro, negli anni '80, ha permesso di recuperare le superfici decorate. La Fondazione Friends of Florence ha annunciato l'intento di compartecipare, insieme alla Jay Pritzker Foundation, per finanziare e realizzare l'intervento di analisi e monitoraggio e ha espresso anche interesse al finanziamento del restauro. (ANSA).
   

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