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In Umbria 12,7% fatturato da imprese controllo estero

Producono 8,25% valore aggiunto, secondo Osservatorio (Abie)

(ANSA) - PERUGIA, 11 NOV - Le 400 imprese a controllo estero in Umbria generano da sole il 12,72% (4,6 miliardi di euro) del fatturato complessivo, occupano il 5% degli addetti regionali, ovvero 11.552 persone, e producono l'8,25% del valore aggiunto (802 milioni di euro) di tutte le aziende attive sul territorio regionale. Un "impatto significativo" sull'economia della regione anche se queste corrispondono soltanto allo 0,9% del totale delle multinazionali non residenti presenti in Italia e lo 0,59% delle imprese operanti in Umbria (67.851).
    È quanto emerge dal report "Le imprese estere in Italia: il ruolo nelle economie regionali - La regione Umbria", redatto dall'Osservatorio imprese estere dell'Advisory board investitori esteri (Abie) di Confindustria e presentato questa mattina in un incontro presso lo stabilimento Nestlé Perugina a S. Sisto di Perugia.
    All'evento, dal titolo "Il contributo delle multinazionali per lo sviluppo del territorio: il caso dell'Umbria" hanno preso parte Donatella Tesei, presidente Regione Umbria; Andrea Romizi, sindaco di Perugia; Vincenzo Briziarelli, presidente Confindustria Umbria; Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato Gruppo Nestlé in Italia e portavoce Osservatorio Abie; Francesca Colaiacovo, presidente Gruppo Financo e Delegata Internazionalizzazione di Confindustria Umbria; Eugenio Lolli, direttore mercati, tecnologie e operations Alcantara; prof. Armando Rungi, Scuola IMT Alti Studi Lucca.
    Tra gli elementi distintivi delle multinazionali operanti in Umbria il report evidenzia poi l'impulso all'innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale, ma anche la cooperazione con gli stakeholder e le realtà locali. Un "importante contributo al territorio" è stato definito, visto anche che in Umbria il 33,4% delle imprese estere coinvolge anche i fornitori italiani nelle proprie iniziative finalizzate a ridurre l'impatto ambientale, con un +12% rispetto alla quota nazionale. Inoltre, le aziende estere umbre intessono relazioni proficue con tutti gli stakeholder locali (imprese, università, centri di ricerca, pubblica amministrazione), superando del 12% la media nazionale (44,6% vs 32,6%). "I dati presentati oggi - ha detto Tesei - dimostrano qual è il potenziale che riescono a portare le multinazionali estere in Umbria. La Nestlé è su questo un esempio di come una multinazionale si possa intrecciare con i valori più radicati del territorio". “Considerare l’Umbria una regione di piccole imprese è vero solo per metà" ha sottolineato il presidente di Confindustria Umbria Briziarelli. "Se si considerano i fatturati - ha aggiunto -, emerge infatti che il ruolo delle grandi imprese, italiane ed estere, è molto più rilevante di quanto comunemente non si creda, un driver strategico per l’Umbria in termini di produttività, innovazione e valorizzazione dei talenti”. Anche per Travaglia le multinazionali estere "rappresentano uno straordinario driver di crescita per l’economia umbra e per il suo Pil, fornendo un significativo impulso all’occupazione e contribuendo a generare ricchezza sul territorio". Sono quindi "un vero e proprio patrimonio a disposizione di altre imprese, istituzioni e cittadini” ha detto ancora.

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