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Parere favorevole a Complemento sviluppo rurale

Espresso a maggioranza da seconda Commissione Assemblea

(ANSA) - PERUGIA, 15 NOV - La seconda Commissione dell'Assemblea legislativa ha espresso parere favorevole sul documento, predisposto dalla Giunta regionale, concernente il Complemento dello sviluppo rurale (Csr) 2023-2027. Lo ha fatto con quattro voti dei consiglieri della maggioranza (Valerio Mancini, presidente, Stefano Pastorelli, Elisa Peppucci e Manuela Puletti) e due astenuti della minoranza (Michele Bettarelli e Thomas De Luca).
    Prima di giungere al voto sull'atto, la Commissione - riferisce Palazzo Cesaroni - ha ascoltato la presentazione dei contenuti da parte del dirigente regionale Franco Garofalo, cui ha fatto seguito una sessione della riunione dedicata ad alcune audizioni con Associazioni di categoria e rappresentanti delle professioni.
    Nelle dichiarazioni di voto, i commissari dell'opposizione, Bettarelli (Pd) e De Luca (M5S) hanno sottolineato come il loro voto di astensione sarà propedeutico ad alcune proposte emendative sul documento che verrà discusso a breve in Aula.
    Hanno anche rimarcato la l'assenza nell'illustrazione del documento e nel dibattito successivo dell'assessore Roberto Morroni al quale avrebbero posto domande e chiesto risposte "di carattere tecnico politico".
    Soddisfazione per gli approfondimenti in Commissione dell'atto, che proseguiranno comunque in Aula, è stata espressa anche da Mancini indicato come relatore di maggioranza, mentre quello di minoranza sarà Bettarelli.
    Garofalo ha spiegato che il Complemento dello sviluppo rurale 2023-'27 rappresenta il documento di programmazione regionale attuativo della strategia nazionale della Pac 2023-2027 dello sviluppo rurale in Umbria. L'obiettivo strategico è di perseguire la vitalità delle aree rurali dell'Umbria intervenendo positivamente sul sistema economico regionale attraverso il settore agricolo, agroalimentare e forestale. Si punta dunque a rafforzare ed ampliare la capacità competitiva delle imprese connesse; innalzare il grado di resilienza utilizzando le leve della sostenibilità ambientale; ridurre i divari tra territori dal punto di vista economico e sociale mettendo a disposizione strumenti per sostenere l'occupazione (soprattutto giovanile e per le donne) e servizi di attrattività territoriale. Il Crs per l'Umbria contiene 45 interventi attuativi. Presenta specificità regionali che concorrono ad assicurare una attuazione efficiente ed efficace degli stessi interventi; concorre alla definizione del quadro di riferimento per l'efficacia dell'attuazione del Piano strategico nazionale della Pac. L'accordo per il riparto raggiunto nella nella Conferenza Stato Regioni prevede una dotazione finanziaria per l'Umbria pari a 534,5 milioni di euro. Una dotazione, è stato sottolineato, pari o superiore a quanto previsto anche per regioni molto più grandi dell'Umbria e questo - ha sottolineato Garofalo - anche grazie alle ottime performance di spesa sempre mantenute nel corso delle altre, precedenti programmazioni. Tra gli obiettivi generali 'Promuovere un settore agricolo intelligente resiliente e diversificato che garantisca la sicurezza alimentare', risorse previste 152milioni 635mila euro; 'Rafforzare la tutela dell'ambiente e l'azione per il clima e contribuire al raggiungimento degli obiettivi in materia di ambiente e clima dell'Unione', risorse previste 194milioni 490mila euro; 'Rafforzare il tessuto socio-economico delle aree rurali', risorse previste 149milioni 700mila euro; 'Promuovere e condividere le conoscenze, l'innovazione e la digitalizzazione e di incoraggiarne l'utilizzo', risorse previste 22milioni 12mila euro.
    Nel corso dell'audizione - prosegue la nota - è emersa una sostanziale condivisione degli obiettivi del documento e l'apprezzamento per la dotazione economica importante prevista per l'Umbria, alla pari di regioni più grandi ed estese. Servono - è stato detto - investimenti per dotare le imprese degli strumenti che consentano di portare avanti le produzioni nonostante l'intensificarsi degli eventi meteorologici avversi, a volte catastrofici. Importante sarà non dare aiuti a pioggia, come qualcuno sostiene sia accaduto in passato, ma con una logica determinata dalla sostenibilità ambientale e sociale. Per quanto riguarda la questione ambientale, chiesta attenzione sulla risorsa acqua e proposta la soluzione di creare dei piccoli bacini di raccolta, in particolare nelle aree montane, le quali rischiano altrimenti di soccombere. "Bene" l'indirizzo di sostenere start up e giovani imprenditori, anche in quanto più esperti e reattivi rispetto all'evoluzione tecnologica. Albano Agabiti, presidente di Coldiretti Umbria, ha detto che “l'impostazione del piano, pur dovendo muoversi in un ambito nazionale, differentemente dal passato, tiene presente tutte le opportunità che erano necessarie per l'Umbria". "Molte osservazioni da noi proposte al tavolo verde - ha aggiunto - sono state seguite e ciò rende questo piano coerente con le necessità regionali. Ciò permette di garantire produzioni di assoluta qualità del nostro territorio e investimenti che tentano di mitigare i cambiamenti climatici. Va ricordato che eventi come grandi siccità e grandi gelate, che fino all'inizio di questo secolo avevano una cadenza di 25 anni per i primi e 30 per i secondi, negli ultimi 5-7 anni hanno colpito la nostra nazione con grande frequenza, mettendo chiaramente a rischio le aziende agricole e i raccolti. Oggi ci sono però gli strumenti per portare avanti le produzioni nonostante questi eventi catastrofici, gli investimenti dovranno dunque essere effettuati in questo senso. Ad oggi, in ogni caso, poche imprese hanno potuto assorbire questi aiuti. Il piano, così come è stato impostato, tuttavia, fornisce importanti garanzie sul fatto che anche nell'immediato la situazione possa cambiare". “Abbiamo più volte richiesto al sistema nazionale di dare una spinta allo sviluppo rurale" ha sottolineato Fabio Rossi, presidente Confagricoltura. "Molti terreni - ha proseguito - vengono lasciati incolti e molte aziende hanno difficoltà a fare investimenti, ad acquistare terreni, trattori e macchinari necessari. Le piccole realtà devono essere aiutate e tutelate, ma, al tempo stesso, anche chi è una grande azienda non va abbandonato, perché è poi colui che muove in modo importante il mercato. Le risorse devono essere attenzionate e distribuite in modo tale che chi ne abbia effettiva necessità possa disporne, soprattutto per acquistare le attrezzature. Chi vuole insediarsi ha bisogno di un aiuto importante e veramente consistente, aiuto che, a differenza di quanto avvenuto in passato, in cui aziende che necessitavano aiuti non hanno poi ricevuto nulla, oggi deve essere effettivamente garantito”. Matteo Bartolini, presidente Cia, ha ricordato che “il budget ha subito una grossa flessione rispetto alla passata programmazione, ma resta comunque importante, anche rispetto ad altre regioni a noi vicine". "Per la prima volta - ha proseguito - il piano di sviluppo rurale si svolge in maniera inversa, con scelte a livello nazionale, e probabilmente questo potrà esserci d'aiuto in futuro. La Regione, in questi anni, anche da un punto di vista della promozione turistica, ha ripreso il tema di ‘Umbria, cuore verde d'Italia’: a tal proposito vorrei suggerire anche ad altri settori, come quello economico, questa strategia, rilanciando ulteriormente questo tema, in modo da favorire aziende agricole, agriturismi e altre importanti realtà. Per quanto concerne le questioni ambientali probabilmente non sarà solo l'agricoltura ad essere coinvolta, ma anche lo stesso settore ambiente, soprattutto la questione idrica, che può essere parzialmente risolta creando dei piccoli bacini di raccolta, in particolare nelle aree montane, le quali rischiano altrimenti di soccombere. La misura per i giovani è una misura utile in quanto questi sono i più immersi nelle nuove tecnologie, mentre ritengo che la fase di startup iniziale vada accompagnata da corsi di educazione e formazione. L'auspicio, infine, è che non si vada a dare degli aiuti a pioggia, come accaduto a volte in passato, ma con una logica determinata dalla sostenibilità ambientale e sociale”. Per Renzo Sallustri, Collegio geometri, “devono essere implementate le risorse". "Importanti - ha sostenuto - sono anche le attività non agricole: nello scorsa programmazione sono stati spesi molti soldi, ma a livello di economia umbra c'è una situazione di stallo. Se si vuole migliorare, a livello regionale, l'ambito agricolo dal punto di vista ricettivo c'è la necessità di investimenti importanti, che con poco budget non possono essere effettuati. Un miglioramento significativo per un'azienda agricola può avere un impatto con almeno 200mila euro di investimenti; queste manovre, dunque, sarebbero di gran lunga agevolate se della quota venisse restituito il 70-80 per cento, contro il 50 attuale, migliorando così la proposta e aumentando di conseguenza il flusso turistico a livello regionale, che determinerebbe anche un beneficio significativo per l'economia della regione. Fondamentale, infine, è creare imprenditori agricoli, che poi vanno messi al centro creando delle mini cooperazioni tra giovani imprenditori”.

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