Veneto

Atlantide, vita segreta adolescenti a Venezia

Film di Ancarani a Orizzonti e in sala con I Wonder Pictures

(ANSA) - ROMA, 02 SET - L'isola "come la vede e vive un veneziano di 16 anni, come la vedono e vivono tutti i veneziani, una prospettiva 'segreta' che ho avuto la fortuna di poter conoscere osservando e conoscendo la vita degli adolescenti in laguna". E' la Venezia, spiega all'ANSA Yuri Ancarani, video artista ravennate che espone le sue opere in tutto il mondo, protagonista in Atlantide, il film che unisce i linguaggi della fiction e del documentario , interpretato da un cast quasi interamente di attori non professionisti, in concorso in Orizzonti, alla Mostra internazionale del Cinema, con una uscita prossimamente in sala distribuito da I Wonder Pictures.
    Ancarani abituato oltre che alle mostre nei più importanti musei, ai grandi festival e ai premi internazionali, da Locarno a Clermont Ferrand, era già stato al Lido nel 2010 e 2011 con due corti, Il capo e Piattaforma luna. Questo è il suo debutto con un lungometraggio, prodotto da Dugong Films e Rai Cinema) per una storia che ruota intorno a quello che "è da generazioni un vero rito di passaggio" per tanti giovani veneziani, legato alle giornate in in barchino (i piccoli motoscafi trasformati da molti ragazzi in bolidi da competizione). Nella rilettura di fiction protagonista è Daniele (Daniele Barison), giovane di una delle isole della laguna, Sant'Erasmo. Vive di espedienti, ed è emarginato anche dal gruppo dei suoi coetanei e dai loro svaghi che ruotano intorno soprattutto alle ore passate nei barchini "fra trap, snack e luci Led" spiega Ancarani. Come gli altri ragazzi. Anche Daniele vorrebbe rendere il suo motoscafo sempre più veloce, un desiderio che diventa un'ossessione. Ancarani vuole raccontare "la violenza che c'è in certi riti di passaggio vissuti soprattutto dagli adolescenti maschi".
    Il filmmaker ha terminato le riprese nei mesi di pandemia, "quando Venezia era un deserto, senza turisti. Un aspetto che appartiene anche alla vita dei veri veneziani che hanno con loro contatti minimi". Per Ancarani "tutta l'ossessione che c'è di voler far diventare a tutti i costi questa città un brand è folle, un errore e c'è dietro soprattutto tanta voglia di apparire". (ANSA).
   

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